ottobre 2012Monthly Archives

Ritrovare l’esperienza spirituale della fede

L’Anno della fede, che inizia formalmente l’11 ottobre, è una straordinaria occasione per intensificare “la riflessione sulla fede” “soprattutto in un momento di profondo cambiamento come quello che l’umanità sta vivendo”, come scrive il Papa nel Motu proprio “Porta fidei” (n. 8), con il quale ha indetto appunto questo Anno dedicato alla fede.

Questo Anno va poi di pari passo con le tematiche del Sinodo dei Vescovi che si svolge anch’esso in ottobre intorno alla Nuova Evangelizzazione. La crisi della fede cristiana infatti evoca immediatamente l’esigenza di un nuovo slancio di evangelizzazione, per cui “Papa Benedetto XVI ha messo in modo chiaro il tema della nuova evangelizzazione al primo posto nell’agenda della nostra Chiesa” (Lineamenta del Sinodo dei Vescovi – XIII Assemblea Generale Ordinaria “La Nuova Evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana”, n. 1).

La prima cosa che però dovremmo chiederci, per avviare uno slancio di evangelizzazione per davvero nuova, è che cosa sia in crisi. Se non comprendiamo infatti cosa stia vivendo un travaglio critico così grave, difficilmente sapremo prendere i provvedimenti adeguati a superare questa fase tanto sconvolgente.

Alcuni dati sociologici possono forse aiutarci in questa analisi. E’ interessante notare, ad esempio, che in Italia a fronte di uno scarso 25-30% di persone che frequentano la liturgia eucaristica settimanale, oltre il 40% dichiara di pregare ogni giorno o più volte al giorno, e un altro 30% alcune volte alla settimana, mentre più dell’80% continua a definirsi cattolico. Più del 50% degli italiani cioè si dice ancora cattolico, ma non ha quasi più nessun rapporto con la comunità ecclesiale.

Per cui non sembra tanto in crisi la fede in se stessa, quanto piuttosto le forme storico-culturali, ecclesiali, in cui essa si comunica. Sembra cioè che ci sia una crescente fame di spiritualità che non trova più risposte adeguate nelle forme liturgiche e nella catechesi ordinaria.

E questo fenomeno si riscontra in ogni parte del mondo: calo della frequenza alle ritualità tradizionali e crescita di una ricerca più personale di senso. Stiamo infatti tutti faticosamente passando da una religiosità preminentemente rappresentata ad una spiritualità più personalmente realizzata, e questo passaggio mette inevitabilmente in crisi le forme più estrinseche e meno intimamente vissute di religiosità.

Una Nuova Evangelizzazione perciò non può che ripartire dal rilancio dell’esperienza spirituale diretta, e quindi dal rinnovamento di tutti gli itinerari iniziatici e di formazione permanente.

Marco Guzzi