17 gennaio 2013Daily Archives

La fede come viaggio

Cos’è la fede? Un viaggio… Un viaggio che inizia quando Dio semina nella nostra vita la novità assoluta della sua Parola creatrice. Una Parola che trasforma la quotidiana esistenza nel grande “viaggio della fede”. Il luogo del viaggio per eccellenza è la strada, là dove nascono le domande vere, quelle che abbracciano la vita e la morte, quelle che aprono la porta a Dio e all’amore, al mistero e al futuro, alla propria e altrui identità. Strada e fede, un binomio singolarissimo in cui i due termini si richiamano e si inverano a vicenda.

Chi cammina percepisce i bisbigli, le presenze, i passaggi misteriosi del Signore, perché è lui il compagno discreto e sconosciuto che ci affianca delicatamente fino ad ospitarci alla mensa della  grazia, dell’amicizia e dell’amore. Stare a mensa con il Vivente significa rompere il guscio che ci imprigiona, andando oltre la legge che ci irrigidisce, valicare la frontiera che ci impoverisce.

La storia biblica ci ricorda un “oltre” al quale tutti sono chiamati. Abramo cammina con Dio senza nessuna sicurezza, Mosè affronta passaggi oscuri e rischiosi attraverso il mare e il deserto, Giacobbe lotta con una presenza misteriosa tutta la notte sulla sponda dello Iabbok. Giona, dopo la grande fuga, naufraga nel silenzio di Dio per comunicare la misericordia divina. Maria di Nazareth affronta la fatica di un cammino verso le regioni montuose di Ain-Karim per donare a Elisabetta la gioia del compimento delle antiche promesse. Paolo di Tarso non smetterà di respirare la polvere delle strade per portare ovunque il Vangelo di Gesù. È questa la nostra segreta speranza: che la strada grigia e banale del quotidiano diventi per tutti la strada dell’incontro gioioso con il Risorto, sole che sorge per illuminare ogni credente. Ma non sarà tanto la forza a tenerci in piedi in questo lungo viaggio, né una grande intelligenza, ma più che mai sarà “la capacità di cambiare”. La fede cerca persone flessibili che sanno adattarsi continuamente vincendo le avversità e imparando sempre le nuove regole del gioco che la vita insegna.

Il beato Giacomo Alberione, maestro del viaggio interiore, nella sua proposta spirituale di conformazione al Signore Gesù (Donec formetur Christus in vobis), ci ricorda che «l’uomo uscito dalle mani di Dio deve fare un viaggio di prova che si chiama vita» e che il viaggio sarà riuscito se alla fine avrà compiuto lo stesso viaggio di Gesù tra gli uomini il quale «passò beneficando e risanando tutti » (At 10,38). L’uomo, nel tempo della sua unica vita, è chiamato a uscire da se stesso per assumere il modo di pensare di Gesù, il suo modo di amare e di volere, di agire e di parlare.

Il Padre misericordioso non ci lascia soli e nel suo infinito amore ci ha donato Gesù, maestro e fratello e “compagno di viaggio” per indicarci la verità, percorrere con noi la via e per noi farsi vita. Il viaggio della fede trasforma sempre chi viaggia in una benedizione per tutti.

Vàttene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò. Farò di te un grande popolo e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e diventerai una benedizione (Gen 12,1-2). (Da Paolineonline- Anno IV – n. 36).

                                                                                                                      Francesca Pratillo, fsp