novembre 2013Monthly Archives

Verso un più grande rinnovamento

Con che spirito chiudiamo questo Anno della fede?

Io credo che lo spirito che si sta rinforzando in ogni settore della Chiesa sia quello del rinnovamento, il bisogno di un grande rilancio, di un nuovo entusiasmo, alimentato anche dal magistero innovatore di Papa Francesco.

Credo però che sia anche fondamentale qualificare meglio e dare contenuti concreti a questa fame di rinnovamento, in quanto talvolta nella Chiesa cattolica rischiamo di illuderci, di esaltarci per le piazze piene, per le folle plaudenti, per gli eventi massmediali. Tutte cose importanti e positive, ma solo se vengono seguite da sostanziali trasformazioni interiori delle persone, e cioè da un reale fiorire della fede.

In fondo negli ultimi trenta anni, specialmente grazie al carisma di Giovanni Paolo II, abbiamo già visto centinaia di piazze stracolme, e milioni di persone accorrere in ogni parte della terra, attirate dalla presenza del Papa. Eppure non mi sembra che la fede cristiana abbia conquistato molte posizioni, se ad esempio le percentuali dei praticanti a Roma, proprio nella diocesi del Papa, sono scese sotto il 10%….

Dobbiamo perciò certamente gioire della popolarità del Papa, ma poi ascoltare meglio ciò che egli ci dice e propone alla Chiesa universale, e cioè innanzitutto una riforma radicale di tutti gli itinerari formativi, a partire da quelli dei formatori stessi, preti e laici che siano.

Se non daremo un impulso colossale a questa riforma, se non rilanceremo una straordinaria stagione di sperimentazioni spirituali, in cui creare nuovi cammini di iniziazione cristiana per i credenti e i non credenti del XXI secolo, rischiamo che tutto questo entusiasmo delle masse si trasformi in un ennesimo fuoco di paglia.

Nel discorso che ha tenuto all’episcopato brasiliano, sabato 27 luglio, Papa Francesco ha detto con estrema chiarezza: “Cari Fratelli, se non formeremo ministri capaci di riscaldare il cuore alla gente, di camminare nella notte con loro, di dialogare con le loro illusioni e delusioni, di ricomporre le loro disintegrazioni, che cosa potremo sperare per il cammino presente e futuro? (…) Per questo è importante promuovere e curare una formazione qualificata che crei persone capaci di scendere nella notte senza essere invase dal buio e perdersi; di ascoltare l’illusione di tanti, senza lasciarsi sedurre; di accogliere le delusioni, senza disperarsi e precipitare nell’amarezza; di toccare la disintegrazione altrui, senza lasciarsi sciogliere e scomporsi nella propria identità.

Serve una solidità umana, culturale, affettiva, spirituale, dottrinale. Cari Fratelli nell’Episcopato, bisogna avere il coraggio di una revisione a fondo delle strutture di formazione e di preparazione del clero e del laicato della Chiesa che è in Brasile. Non è sufficiente una vaga priorità della formazione, né di documenti o di convegni. Serve la saggezza pratica di mettere in piedi strutture durevoli di preparazione in ambito locale, regionale, nazionale e che siano il vero cuore per l’Episcopato, senza risparmiare forze, attenzione e accompagnamento. La situazione attuale esige una formazione qualificata a tutti i livelli.”

Questo è il punto, questa è la vera sfida: dobbiamo elaborare nuovi cammini formativi a tutti i livelli, e per far questo dobbiamo anche elaborare una nuova cultura cristiana, un linguaggio cristiano per le donne e gli uomini del XXI secolo, attingendo alla più viva e feconda Tradizione e a tutte le fonti del sapere contemporaneo.

Il cristianesimo deve mostrarsi con nuovo splendore come la più potente forza culturale e spirituale a favore dell’uomo, e contro ogni forma di massificazione. Dobbiamo liberare l’uomo di oggi dal duplice pericolo dell’annientamento nella massa e dell’isolamento individualistico. La fede cristiana è infatti il luogo della più piena realizzazione personale, che si compie però proprio nella ricchezza delle relazioni, nell’ampliamento dell’amore fraterno. Deve divenire chiaro a tutti questa alternativa tra massificazione/isolamento da una parte e individuazione/realizzazione personale e arricchimento relazionale dall’altra. Allora la nostra fede potrà offrirsi ad un mondo estenuato come sorgente viva, come fonte di autentica felicità.

Marco Guzzi