Crisi e rigenerazione dei cammini di iniziazione cristiana

 “Ci troviamo in un’epoca di profonda secolarizzazione che ha perso la capacità di ascoltare e di comprendere la parola evangelica come messaggio vivo e vivificante” (n.6).

I Lineamenta del Sinodo dei Vescovi sulla Nuova Evangelizzazione descrivono molto bene le difficoltà che incontra nel nostro tempo la diffusione della Buona Novella; ma poco prima, al n. 2, ci sollecitano a capire che queste problematiche devono “divenire una domanda della Chiesa su di sé. Questo consente di impostare il problema in maniera non estrinseca, ma corretta, poiché pone in causala Chiesa tutta nel suo essere e nel suo vivere. E forse così si può anche cogliere il fatto che il problema dell’infecondità dell’evangelizzazione oggi, della catechesi nei tempi  moderni, è un problema ecclesiologico, che riguarda la capacità o meno della Chiesa di configurarsi come reale comunità, come vera fraternità, come corpo e non come macchina o azienda”.

Risulta cioè del tutto sterile accusare il mondo secolarizzato della nostra incapacità di testimoniare in modo credibile e affascinante la fede che dovrebbe animarci. Mentre è certamente più fecondo, e molto più biblico, interrogarci sul perché la nostra fede  appaia spesso tanto fiacca da fare così poca luce intorno a sé.

La Nuova Evangelizzazionenon può che essere un tempo di straordinarie revisioni e purificazioni dentrola Chiesa, se non vuole ridursi ad un fenomeno di facciata.

E allora forse potremmo partire da questa amara constatazione del monaco benedettino Anselm Grun: “La Chiesaha sicuramente perso competenza nel campo della cura delle anime. Si è occupata troppo poco dell’anima del singolo e ne ha studiato troppo poco la struttura per poterla aiutare in modo adeguato nel cammino che porta a diventare uomini”. 

Troviamo forse facilmente nelle nostre parrocchie persone in grado di aiutare concretamente le persone ad affrontare la propria angoscia, la propria disperazione, i travagli di un passaggio storico di portata antropologica? Troviamo nei nostro Ordini religiosi numerosi madri e padri spirituali davvero in grado di accompagnare le anime nei passaggi iniziatici della loro trasformazione? Oppure spesso non troviamo altro che iniziative di tipo sociale o culturale che spesso ignorano le profondità abissali dell’anima umana?

Papa Benedetto scrive infatti nel Motu Proprio “Porta fidei”: “Capita ormai non di rado che i cristiani si diano maggior preoccupazione per le conseguenze sociali, culturali e politiche del loro impegno, continuando a pensare alla fede come un presupposto ovvio del vivere comune. In effetti questo presupposto non solo non è più tale, ma spesso viene perfino negato”.

E allora la Nuova Evangelizzazione deve ripartire proprio dall’iniziazione alla fede cristiana, e cioè dal mistero del Battesimo. Siamo sicuri che il credente faccia o abbia fatto almeno in parte l’esperienza personale della morte della propria vecchia identità e della rigenerazione del proprio Io nello Spirito di Cristo? Poniamo questo mistero al centro delle nostre attività pastorali?

 Io credo di no, ed è ora che torniamo a farlo, perché un cristianesimo senza esperienza spirituale personale, ricco nelle sue istituzioni, e povero di contemplazione e del sapore di Dio, è ormai del tutto esaurito.

 E forse questa crisi è proprio una grazia, un drastico invito alla conversione della Chiesa.

Marco Guzzi

One Response to “Crisi e rigenerazione dei cammini di iniziazione cristiana

  1. ENZA

    PENSO CHE MAI COME OGGI TUTTI I CRISTIANI DEBBANO INTERROGARSI. PERSONALMENTE LO FACCIO TUTTI I GIORNI E ALLA FINE DELLA MIA GIORNATA CHIEDO PERDONO A NOSTRO SIGNORE PERCHE’ MI RENDO CONTO CHE MALGRADO LE MIE DIFFICOLTA’ E LA MIA MALATTIA FORSE AVREI POTUTO TESTIMONIARE CON PIU’ IMPEGNO LA PAROLA DI DIO E LA COSA CHE MI DA TANTO DOLORE SAREBBE “VOLER APPARIRE” COME LO FANNO GLI SCRIBI E I FARISEI. PER QUESTO PREGO SEMPRE AFFINCHE’ IL SIGNORE MI PURIFICHI, MI COLMI DEI SUOI DONI, PER POTERLI METTERE A DISPOSIZIONE DEI FRATELLI.
    ENZA MARTOGLIO

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