La sua fede era così grande…

Santa Maria De Mattias nacque il 4 febbraio 1805 a Vallecorsa, provincia di Frosinone. Ricchezza e cultura non mancavano nella sua famiglia – anche se alle donne era proibito studiare – come pure una profonda fede cristiana. Attraverso il dialogo con il papà ella apprese e interiorizzò non solo le verità della fede, ma soprattutto episodi e figure della Sacra Scrittura che egli le leggeva sin dalla tenera età, e sviluppò un grande amore a Gesù, Agnello immolato per la salvezza dell’umanità. Tutto questo avveniva mentre il paese e i dintorni vivevano il periodo tragico del brigantaggio: 1810 – 1825. Nell’anima di Maria, infatti, maturava un confronto tra il sangue umano versato nell’odio e nella vendetta, e quello di Cristo versato per amore, Sangue che salva. Fu attraverso il dialogo con il papà a cui rivelò il suo buio interiore e il suo affidarsi alla Madonna perché le desse lume, che Dio le fece sperimentare in modo mistico la bellezza del suo amore che si è manifestato nella sua pienezza in Cristo Crocifisso, in Cristo che dona tutto il suo Sangue.

Fu proprio questa esperienza la sorgente, la forza, la motivazione che la portò sulle strade d’Italia per far conoscere a tutti l’Amore tenero del Padre Celeste, come ella diceva; o l’Amore Crocifisso Gesù. Era convinta, infatti, che la riforma della società nasce dal cuore della persona e che, questa, si trasforma quando giunge a comprendere quanto preziosa sia agli occhi di Dio, di quanto amore è stata fatta oggetto: Gesù ha dato tutto il suo Sangue per riscattarla.

Era stata la sua esperienza, per questo cercava di condurre tutti, piccoli e grandi, a scoprire quello che a lei era stato svelato e che l’aveva trasformata.

Sotto la guida di un compagno di San Gaspare, Venerabile Don Giovanni Merlini, ella fondò la Congregazione delle Suore Adoratrici del Sangue di Cristo in Acuto (Frosinone) il 4 marzo 1834, all’età di 29 anni. Era stata chiamata per fare scuola alle fanciulle – aveva imparato da sola a leggere e a scrivere – dall’Amministratore di Anagni, Mons. Giuseppe Maria Lais.

Maria, però, che si portava dentro il sogno della riforma della società e del mondo, non si limitò alla scuola, ma radunò mamme e giovani per catechizzarle, per innamorarle di Gesù ed educarle a vivere cristianamente, secondo il proprio stato. Gli uomini a cui non poteva parlare, secondo il costume del tempo, andavano spontaneamente ad ascoltarla ed anche di nascosto; i pastori, abbandonati a sé stessi chiesero di essere istruiti da lei e per di più dopo il calar del sole; la gente accorreva alle funzioni sacre per ascoltare la maestra.

Maria così, da ragazza timida e introversa, era diventata una predicatrice che affascinava le fanciulle, gli adulti, i semplici e le persone colte, i laici e i sacerdoti perché, quando parlava di Gesù e dei misteri della fede era come se avesse visto di persona quelle realtà. Il suo desiderio struggente era infatti che neppure una goccia del Sangue Divino andasse perduta; che raggiungesse tutti i peccatori per purificarli e perché, lavati in quel fiume di misericordia, ritrovassero la via giusta per la pace e la comunione tra gli uomini.

Quella di Maria De Mattias fu una esistenza vissuta nel solo desiderio di dar gusto a Gesù che le aveva rubato il cuore sin dalla giovinezza e nell’impegno gioioso di salvare il “caro prossimo” dall’ignoranza del mistero d’amore di Dio per l’umanità. Tutto questo non le fece risparmiare fatica; non si abbatté nelle contrarietà; operò sempre in profonda comunione con la Chiesa locale, quella universale e per amore di essa. L’epoca in cui visse Maria de Mattias fu caratterizzata da forti contrasti politici e sociali. Con acutezza femminile e una profonda esperienza di fede, Maria intuì che dentro quella umanità, lacerata da odio e violenze, scorreva già il Sangue di Cristo e attraversava la storia inquinata del suo tempo. Lei stessa, usando l’immagine del fiume, scrisse nella prima stesura della regola: “Il Sangue di Cristo, come una fonte, anzi come un fiume accessibile a tutti”… – si dilata in tanti rivoli e raggiunge – “…tutti i figli di Adamo, li accompagna e li segue in ogni passo della loro vita terrena, fino alla pienezza della vita eterna” (Regole e Costituzioni del 1857). Il Sangue di Gesù, infatti, può a ragione, essere paragonato ad un fiume di misericordia che sana le ferite del mondo, provocate dalle potenze del male. Mescolandosi a quello umano, versato dalla sopraffazione dell’uomo sull’uomo, questo Sangue divino, entra silenziosamente e continuamente nelle vene della storia: dall’interno la purifica dalla melma del peccato e la risana. Questo capì Maria de Mattias mentre calava nelle profondità del mistero del Sangue di Cristo e ne coglieva la portata salvifica. Con lo slancio generoso che la caratterizzava, lei stessa entrò dentro quel fiume di misericordia e in esso si immerse senza riserve. Fece esperienza di come il fiume del Sangue di Cristo, raccogliendo tutta la miseria umana, aveva l’immenso potere di ricostruire le coscienze degli uomini. Navigandovi dentro, Maria scoprì anche che la salvezza e la redenzione sono di preferenza trasportate, laddove ce n’è più bisogno,  dalla potenza della solidarietà umana; quella  che nasce nel cuore di chi ha stabilito una alleanza di amore con il Figlio di Dio, morto e risorto. Per questo esorta  le sue suore, a “…dimorare sotto l’ombra della croce, tra i rivi scorrevoli del Sangue divino” (lett 180), ad aprire il cuore all’amore per i fratelli e a donarsi con generosità fino a spargere, se necessario, anche il proprio sangue, per imitare quel Gesù che ha dato tutto se stesso per noi. La forza dirompente del Sangue Redentore diventa in Maria l’energia vitale che la portò a fare della sua stessa vita un dono irrevocabile, messo al sevizio delle costruzione del Regno di Dio. Nel suo itinerario terreno, fu costantemente animata da un ardente desiderio di vedere tutta l’umanità, rinnovata nel Sangue di Cristo, sperimentare la libertà e la pienezza della vita.

Nel proclamarla santa, il 18 maggio 2003. Giovanni Paolo II sancisce la grandezza della sua statura e la propone come modello alla Chiesa intera.

Suor Nadia Coppa ASC

 

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