La fede si rinnova alle fonti della gioia

Se dovessi indicare alcuni elementi indispensabili per avviare una vera Nuova Evangelizzazione, direi: innanzitutto la gioia, e poi l’entusiasmo che scaturisce soltanto dalla gioia, e infine l’allegria che è vitalità, energia del corpo e della mente, leggerezza frizzante del gesto e della parola.

Dati questi elementi il resto viene da sé, in quanto questi elementi non sono altro che la vita dello Spirito in noi. Per cui dovremmo chiederci con maggiore serietà e concretezza: perché noi cristiani diamo spesso un’immagine di tristezza, di pesantezza, e perfino di vecchiume, piuttosto che contagiare le persone che incontriamo con la nostra visione dell’avvenire, con la nostra libertà un po’ folle di donne e uomini tornati per sempre bambini, nascenti, sboccianti e fiorenti come rose?

Georges Bernanos fa esprimere ad un ateo, nel suo famoso scritto I grandi cimiteri sotto la luna del 1938, queste amare riflessioni rivolte a noi cristiani: “Voi non vi interessate ai miscredenti, però i miscredenti si interessano enormemente a voi (..) Vi consideriamo interessanti. Poi risulta che non lo siete, e questo inganno ci fa soffrire. (..)  Quando uscite dal confessionale siete in stato di grazia. Lo stato di grazia… Bene, e poi? Non sembra un gran che. Ci chiediamo cos’è quel che fate con la grazia di Dio. Non dovrebbe forse risplendere in voi? Dove diavolo mettete la vostra allegria? (..) Non basta rispondere che Dio si è  messo nelle vostre mani (…) Per noi, che possiamo solo sperare da voi la partecipazione a un dono che secondo quanto dite è ineffabile, l’importante non è sapere se Dio si è  messo nelle vostre mani, ma quel che fate con Lui”.

Il Salmo 85 dice: “Rallegra la vita del tuo servo, /perché a te, Signore, innalzo l’anima mia” (85,4).

Allora forse per ritrovare la fonte della gioia dovremmo imparare ad elevare meglio e con più forza la nostra anima verso Dio, e cioè dovremmo imparare a pregare meglio.

Dobbiamo uscire da un ciclo storico in cui la fede è stata spesso interpretata e vissuta al massimo come impegno sociale, come volontarismo e volontariato, come moralismo e intellettualismo, come ideologia religiosa insomma, e non come miracolo della liberazione dalla morte e dai suoi terrori, da cui poi spontaneamente e appunto allegramente fluisce l’opera di carità.

Dobbiamo perciò rimettere al centro il Centro, e cioè l’iniziazione battesimale e pasquale, e la vita interiore che questa iniziazione comporta.

Dobbiamo chiederci quali pratiche spirituali possano OGGI rinnovare l’esperienza della nostra nascita dall’acqua della liquidazione del nostro vecchio Io, e dallo Spirito che ci rigenera nella libertà e nell’eternità gioiosa di Dio.

Dobbiamo in altri termini ripartire da una nuova centralità contemplativa.

Su questo tema, tra l’altro, avvierò proprio in questo mese un Corso presso il “Claretianum”, l’Istituto di Teologia della Vita Consacrata di Roma.

La gioia, infatti, scaturisce soltanto dalle sue fonti più profonde, che ogni giorno dobbiamo ritrovare, riscavare dentro le rocce quaternarie della nostra dimenticanza, e della nostra infinita tristezza mortale.

La NuovaEvangelizzazionedovrà essere una stagione di ricerca appassionata della gioia dello Spirito, e una riscoperta della gioia che dà la ricerca stessa di Dio, della verità, della nostra più autentica realizzazione.

Paolo VI perciò scriveva nella Esortazione Apostolica Evangelii nuntiandi: “Possa il mondo del nostro tempo, che cerca ora nell’angoscia, ora nella speranza, riceverela Buona Notizia non da evangelizzatori tristi e scoraggiati, impazienti e ansiosi, ma da ministri del Vangelo, la cui vita irradi fervore, che abbiano per primi ricevuto in loro la gioia di Cristo, e accettino di mettere in gioco la propria vita affinché il Regno sia annunciato  ela Chiesa sia impiantata nel cuore del mondo” (n. 80). 
                                                                                                                                                                                             Marco Guzzi

Lascia un Commento