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Assunzione della Beata Vergine Maria

agosto 15th, 2010

Oggi, la solennità dell’Assunzione di Maria al cielo, caratterizza questa Domenica. Giustamente questa festa mariana prevale sul Giorno del Signore perché celebrazione del Signore: Maria è fatta partecipe della gloria del Figlio suo risorto, in lei si manifesta in pienezza la vittoria della risurrezione a garanzia e speranza per tutta la Chiesa che vede compiuto, in questa sua primizia, in Maria, quello che lei tutta spera di divenire.

Nella Chiesa latina, questa solennità ha avuto il suo pieno splendore dopo la solenne proclamazione del dogma, il 1 novembre del 1950, con la Costituzione apostolica Munificentissimus Deus, di papa Pio XII. 

In Oriente è molto antica e celebrata come Koimesis, cioè Dormizione o Transito della Beata Vergine Maria. Mirabili canti liturgici esaltano il mistero di Maria assunta in cielo: “Oggi, la Vergine Maria è accolta nei cieli; oggi spunta l’aurora della Chiesa, oggi è ridata la speranza al popolo che camminava incontro al Padre, oggi Cristo riveste di gloria e d’immortalità, il corpo di Colei che gli ha plasmato un corpo”. Sono brani tratti dalla tradizione bizantina, adattati e vestiti di musica da p. André Gouze op, di Sylvanès.

La Liturgia propone due formulari di Messa, uno per la liturgia vigiliare che in alcuni luoghi si compie con solennità, nella notte, spesso con la commemorazione del transito di Maria, e uno per il giorno.

Il brano evangelico del giorno, in questo ciclo C è la narrazione della visita di Maria alla cugina Elisabetta. Maria è presentata dalla liturgia, come compimento dell’immagine profetica dell’arca del Signore; ella infatti, portando la benedizione e la gioia, si reca alla casa di Zaccaria. Dal suo saluto è santificato il Precursore, Elisabetta, piena di Spirito Santo, profetizza e a Zaccaria si scioglie il nodo della lingua. Maria, come l’arca che Davide portò presso Obed-Edom, resta circa tre mesi a casa di Zaccaria e Dio benedisse quella casa (cf 1 Cron 13,14). La prima Lettura della Messa della Vigilia, narra proprio il trasporto dell’arca del Signore, con grande gioia, quando fu trasportata nella tenda che Davide aveva preparato. Il Salmo che segue, rievoca la presenza dell’arca santa nelle battaglie di Israele; nella tenda e nel tempio, Dio ha scelto di stare con il suo popolo. In Maria, tenda e tempio del Verbo incarnato, Dio ha scelto di essere l’Emmanuele, Dio con noi (cf Salmo responsoriale, 131/132). Il breve brano evangelico lucano della Messa vigiliare esalta appunto il grembo che ha portato il Salvatore ma sottolinea anche che Maria è più beata perché si è fatta accoglienza della Parola.

Nella seconda Lettura (1 Cor 15,54-57), san Paolo, richiama la fede nella resurrezione dei nostri corpi, destinati appunto ad essere rivestiti di immortalità, poiché la vittoria di Cristo risorto deve manifestarsi proprio pienamente nella risurrezione di ogni carne; allora potremo cantare il canto: “dov’è, o morte, la tua vittoria, dov’è il tuo pungiglione? Siano rese grazie a Dio che ci dà la vittoria per mezzo di Gesù Signore nostro”.

Le Letture della Messa del giorno, che precedono il Vangelo completano la visione del mirabile mistero che si compie in Maria: ella brilla dinanzi al pellegrinante popolo di Dio come Segno luminoso apparso nel cielo, nella donna vestita di sole con la luna sotto i piedi e una corona di dodici stelle che sono gli apostoli (cf Ap 11,19-12,1-6). Maria è immagine e specchio della Chiesa, è la primizia, insieme al Figlio, di coloro che sono morti; in lei l’ultimo nemico è già sconfitto ed è speranza indefettibile per tutti i credenti (cf 1 Cor 15,20-27).

Sr Cristina pddm