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	<title>La Parola è con noi....</title>
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	<description>Commenti al Vangelo festivo</description>
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		<title>ANDATE IN TUTTO IL MONDO</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 06:06:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ascensione]]></category>

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		<description><![CDATA[ ASCENSIONE DEL SIGNORE                  20 maggio 2012        
Dopo la  resurrezione, Gesù aveva  ripetuto più volte agli Apostoli che se ne sarebbe andato, ma, nella  mente di tutti,  l’assenza di Gesù prendeva i contorni di una partenza  temporanea, come era successo nei giorni successivi alla Pasqua.  Ne avevano fatto esperienza  i due discepoli  di Emmaus che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://lnx.usminazionale.it/laparola/wp-content/uploads/2012/05/CP080.jpg"></a> ASCENSIONE DEL SIGNORE                  20 maggio 2012        </p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://lnx.usminazionale.it/laparola/wp-content/uploads/2012/05/CP0801.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-843" title="CP080" src="http://lnx.usminazionale.it/laparola/wp-content/uploads/2012/05/CP0801.jpg" alt="" width="133" height="170" /></a>Dopo la  resurrezione, Gesù aveva  ripetuto più volte agli Apostoli che se ne sarebbe andato, ma, nella  mente di tutti,  l’assenza di Gesù prendeva i contorni di una partenza  temporanea, come era successo nei giorni successivi alla Pasqua.  Ne avevano fatto esperienza  i due discepoli  di Emmaus che se lo trovarono accanto quando decisero di ritornare al loro villaggio,   pieni di paure e delusi dall’esperienza assurda di un Maestro morto  sulla croce. Anche Pietro, insieme a Tommaso, Natanaele e i figli di Zebedeo, lo incontrarono  sul lago di Tiberiade  dopo essere tornati all’antico mestiere  di pescatori. Gesù era entrato nel cenacolo più volte a porte chiuse,  ma dopo un messaggio di pace e un breve discorso suo Regno, era scomparso.</p>
<p style="text-align: justify;"> In uno di questi incontri, mentre erano a tavola, Gesù apparve e   fece un discorso impegnativo.   L’evangelista Marco ci racconta che dapprima rivolse loro parole di rimprovero a causa della loro incredulità, poi diede un ordine perentorio: ”<em>Andate in tutto il mondo e proclamate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo”. (Mc 16,15)</em></p>
<p style="text-align: justify;">Forse i discepoli non si resero pienamente conto dell’impegno che Gesù lasciava loro. Quando però lo videro scomparire tra le nubi, sentirono il peso di  queste parole. Provarono un senso di disorientamento    e si aggrapparono alle parole di Gesù per non  cedere alla  paura <em>: “Non vi lascerò orfani. Manderò a voi lo Spirito e vi insegnerà tante cose. Non abbiate paura, io sarò con voi fino alla fine dei secoli. Chi crederà e sarà battezzato  sarà salvo. La fede sarà accompagnata da segni: chi crederà, parlerà lingue nuove, imporrà le mani e guarirà i malati, prenderà in mano i serpenti e non gli faranno alcun  male, berrà il veleno e non morirà…</em>.”</p>
<p style="text-align: justify;">Le promesse di Gesù si erano sempre avverate, dunque bisognava fissarle alla base  della Comunità  che aveva fatto esperienza diretta di Gesù, pregare insieme,  credere  ai segni promessi e  vivere in paziente attesa.   La Comunità sapeva che qualcosa di grande e di nuovo sarebbe accaduto  e pertanto si strinse attorno a Maria per  attendere  il Ritorno del Signore .<br />
I discepoli, nel cenacolo, sentivano tutta la precarietà della loro situazione di uomini ignoranti e spauriti, ma continuarono a far memoria di Gesù, ad approfondire la Parola, ad interrogarsi sul significato di un comando così impegnativo e  credettero  alla promessa dello Spirito.</p>
<p><em>Vieni Spirito Santo,<br />
scendi sulle nostre Comunità,<br />
rendici testimoni innamorati e contagiosi dell’amore di Dio.<br />
Sii tu in noi esecutore appassionato del tuo comando,<br />
anticipazione del futuro.<br />
Accompagna con i segni promessi i nostri Carismi<br />
che la tua bontà ha  sparso nel mondo.<br />
Mantieni accesa su ciascuna di noi una di quelle fiamme<br />
di fuoco operativo che scesero sopra gli apostoli. AMEN</em></p>
<p style="text-align: right;">                                                                            sr. Mariateresa Crescini<br />
 Sup. Gen. M.P.V.</p>
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		<title>RIMANETE NEL MIO AMORE</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 09:42:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Sesta domenica di Pasqua       13 maggio 2012
L’azione missionaria della Chiesa, in queste settimane, si è aperta ad  un crescendo di universalità fino a raggiungere un orizzonte insospettato. La liturgia di questa settimana svela il protagonista del dinamismo missionario: lo Spirito Santo.
Pietro è a colloquio con Cornelio, quando lo Spirito discende su tutti i presenti e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;"><strong><span style="color: #000000;">Sesta domenica di Pasqua       13 maggio 2012</span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://lnx.usminazionale.it/laparola/wp-content/uploads/2012/05/GES-RI1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-833" title="GES-RI~1" src="http://lnx.usminazionale.it/laparola/wp-content/uploads/2012/05/GES-RI1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>L’azione missionaria della Chiesa, in queste settimane, si è aperta ad  un crescendo di universalità fino a raggiungere un orizzonte insospettato. La liturgia di questa settimana svela il protagonista del dinamismo missionario: lo Spirito Santo.</p>
<p style="text-align: justify;">Pietro è a colloquio con Cornelio, quando lo Spirito discende su tutti i presenti e sconvolge le aspettative dell’Apostolo e quelle dell’intera Comunità.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ la meravigliosa «pentecoste dei pagani». Pietro è finalmente convinto che “<em>Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga”.</em> Senza richiedere  speciale preparazione, senza cancellare le usanze  giudaiche, lo Spirito, invade le anime e distribuisce con generosità i suoi Carismi. Non c’è motivo di stupirsi perché l&#8217;<em>effetto</em> carismatico è simile a quello ricevuto dagli apostoli nella <em>prima</em> pentecoste: si esprimono in <em>lingue nuove</em> e lodano<em> Dio</em> in modo estatico. Pietro non  esita dunque a dare loro il battesimo senza suscitare turbamento in quelli che erano con lui.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante tutta le settimana il cammino missionario degli Apostoli continua spedito e la Chiesa cresce sotto il raggio fecondo dello Spirito e la legge  dell’amore.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tema dell’amore è affidato soprattutto all’Apostolo Giovanni, forse perché ha vissuto un’esperienza forte di amore che lo ha contraddistinto. Era l’apostolo che <em>“Gesù amava”</em>, il più giovane, quello che riceveva le confidenze del Maestro, senza suscitare gelosie. Sapeva fino a che punto poteva arrivare l’intensità dell’amore perché aveva visto Gesù sulla croce donare se stesso fino all’ultimo respiro, nella gratuità più assoluta, come vittima di espiazione per i nostri peccati: <em>“Nessuno ha un amore più grande di colui che dà la vita”</em>. Il Vangelo di questa domenica inizia dove termina quello della domenica precedente: <em>“Rimanete nel mio amore” .</em> E’ come se Gesù dicesse: &#8211; Succhiate da me l’amore, un amore speciale che non potete paragonare a quello delle creature. Non ha la sorgente nei vostri cuori, ma in Dio e vi abbraccia in una circolarità indistruttibile. Non è quel sentimento che dà turbamento fino a quando non trova corrispondenza nel cuore di un’altra persona. Modello e fonte di questo amore è il rapporto esistente tra Me e il  Padre. Se viene accolto, ha una forza dirom­pente, fa crollare i muri dell’egoismo, riempie i vuoti affettivi, conferisce alla persona una vitalità nuova e le mette dentro l’urgenza di aprirsi al mondo intero.</p>
<p><em>Signore,  svuotami dell’amore effimero<br />
che nasce dall’adolescenza del cuore.</em></p>
<p><em>Fammi gustare  la freschezza di quell’amore<br />
</em><span style="font-style: italic;">che attinge alla Tua sorgente. </span></p>
<p><em>Un amore che non conosce risentimenti,<br />
non è proprietà acquisita una volta per tutte,</em></p>
<p><em>ma è desiderio infinito di Te<br />
e apre ad  una fraternità universale.</em></p>
<p style="text-align: right;"><em> sr Mariateresa Crescini </em></p>
<p style="text-align: right;"><em> Sup. Gen. M.P.V.</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>IO SONO LA VERA VITE</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 07:53:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[QUINTA DOMENICA DI PASQUA      6 maggio 2012
Con l’immagine della vite vera Gesù rivela ai suoi discepoli il segreto perché possano vivere pienamente il rapporto con Lui, cioè il rimanere in Lui, e dentro di Lui, per poter ‘reggere’ nel cammino della vita e poter dare il frutto buono, che è l’amore.
Il tema biblico della vigna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">QUINTA DOMENICA DI PASQUA      6 maggio 2012</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://lnx.usminazionale.it/laparola/wp-content/uploads/2012/05/Vitex.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-827" title="Vitex" src="http://lnx.usminazionale.it/laparola/wp-content/uploads/2012/05/Vitex-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Con l’immagine della <em>vite vera</em> Gesù rivela ai suoi discepoli il segreto perché possano vivere pienamente il rapporto con Lui, cioè il rimanere in Lui, e dentro di Lui, per poter ‘reggere’ nel cammino della vita e poter dare il frutto buono, che è l’amore.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tema biblico della <em>vigna del Signore</em>, immagine di Israele piantato e amato da Dio, distrutto e poi restaurato è ripreso di frequente nella predicazione di Gesù nei Sinottici per illustrare il regno di Dio. In questo sfondo vanno situate le parole di Gesù, ricordate da Giovanni, l’apostolo prediletto. Si deve osservare che Gesù nell’invito pressante a rimanere in Lui  per portare il frutto dell’amore, parla non della <em>vigna</em>, ma della <em>vite</em>, immagine che non qualifica il Regno, ma la sua stessa persona. Immagine questa della vite che traduce bene il legame e l’unione che caratterizza Gesù Cristo e il cristiano.</p>
<p style="text-align: justify;">Rimanendo in Lui, ogni credente può imparare la vera preghiera, che chiede il dono dello Spirito Santo con insistenza e sa di essere esaudito. Ma dal rimanere in lui nasce pure la missione, cioè il dono della propria vita per il Padre e per tutti i fratelli e sorelle che incontriamo nel nostro cammino.</p>
<p style="text-align: justify;">Un aspetto da sottolineare è che l’immagine della vite viene ricordata dall’evangelista Giovanni nel contesto della cena, dopo che i discepoli hanno bevuto il vino eucaristico, che compie l’alleanza di Gesù con noi, alleanza nuova ed eterna, alleanza d’amore che nulla e nessuno potrà mai spezzare. Lo stesso Gesù che a Cana (cf. Gv 2.4) si era dimostrato riluttante a compiere il miracolo dell’acqua mutata in vino non essendo giunta ancora la sua «ora», ma adesso nella cena pasquale con i discepoli si proclama la <em>vera vite</em>: e il suo sangue, sotto forma di vino, diviene uno dei canali principali di trasmissione della vita dalla vite ai tralci. La comunione e l’unione con Cristo nella fede e nell’Eucaristia rendono discepolo capace a «<em>portare molto frutto</em>» (Gv 15, 2.5), cioè assicurano una forte fecondità  al servizio del Vangelo, capace di costruire la vera vigna, la Chiesa, il nuovo Israele.</p>
<p style="text-align: left;"><em>Signore, mia vite e mia linfa,<br />
</em><span style="font-style: italic;">ti ringrazio perché sei la mia dimora<br />
</span><span style="font-style: italic;">nella quale posso e desidero rimanere;<br />
</span><span style="font-style: italic;">ti ringrazio perché sei mia forza nell&#8217;agire.</span></p>
<p style="text-align: left;"><em>Mi chiami ad essere tralcio fecondo,<br />
</em><span style="font-style: italic;">ad essere io stessa frutto del tuo amore per gli uomini,<br />
</span><span style="font-style: italic;">ad essere vino che rallegra il cuore.</span></p>
<p style="text-align: left;"><em>Aiutami a rimanere in te come tralcio nella sua vite,<br />
</em><span style="font-style: italic;">a trasformare la mia vita in grappolo d’uva,<br />
</span><span style="font-style: italic;">per la fame e la sete di chi viene presso la vite, che sei Tu.<br />
</span><span style="font-style: italic;">Grazie, perché sei il vino dell’amore!</span></p>
<p style="text-align: right;"><em>Sr. Mariateresa Crescini</em></p>
<p style="text-align: right;">Sup. Gen. M.P.V.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>IO SONO IL PASTORE BUONO</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 12:24:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>romina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[IV domenica di Pasqua         29 aprile 2012
A Gesù piace molto presentarsi con il volto del Pastore Buono perché questa immagine è   sinonimo di uno speciale stile educativo che sa armonizzare l’autorità con il servizio, la fedeltà con l’amore, la giustizia sociale con la dedizione, l’austerità di vita con la rettitudine morale , tutte virtù che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>IV domenica di Pasqua         29 aprile 2012</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://lnx.usminazionale.it/laparola/wp-content/uploads/2012/04/images-1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-822" title="images (1)" src="http://lnx.usminazionale.it/laparola/wp-content/uploads/2012/04/images-1.jpg" alt="" width="176" height="287" /></a>A Gesù piace molto presentarsi con il volto del Pastore Buono perché questa immagine è   sinonimo di uno speciale stile educativo che sa armonizzare l’autorità con il servizio, la fedeltà con l’amore, la giustizia sociale con la dedizione, l’austerità di vita con la rettitudine morale , tutte virtù che il popolo eletto, come popolo appartenente a Dio, avrebbe dovuto possedere.<br />
Gesù si esprime con l’immagine del pastore perché uno degli elementi fondamentali della tradizione del popolo eletto era stata l’esperienza pastorale, attività che non era soltanto una professione, ma una civiltà della quale troviamo tracce indelebili nella tradizione ebraica.<br />
Nella lunga storia di questo popolo c’erano state figure eccellenti di pastori che avevano interpretato il comando con amorevole sapienza e avevano condotto il popolo verso la strada della salvezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stesso Abramo era stato pastore di numerosi greggi,  come Isacco, come  Giacobbe. Anche Mosè, dopo l’esperienza dell’Egitto, divenne pastore del gregge di Jetro e prese in moglie Sippora, una pastora.</p>
<p style="text-align: justify;">Molti testi della Scrittura fanno uso del linguaggio pastorale e pongono il rapporto pastore-gregge per esprimere l’attività di Javhé nei riguardi del suo popolo.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ chiaro che quando Gesù presenta se stesso come il Pastore Buono attinge alla storia della sua gente e ne trae connotazioni efficaci.<strong> </strong>L’immagine più tenera richiama il testo del profeta Isaia: <em>“Come un pastore egli fa pascolare il suo gregge, lo raduna con il suo braccio, porta gli agnellini sul petto e conduce dolcemente le madri che allattano” (Is 40). </em>La più coraggiosa la desume dal primo libro di Samuele<em>: “Davide disse a Saul<strong>:</strong> Il tuo servo custodiva il gregge di suo padre e veniva talvolta il leone e l’orso a portar via una pecora del gregge, allora lo inseguivo, lo abbattevo e strappavo la preda dalla bocca” (1Sam 3). </em>La più generosa è espressa nel Salmo<em> 2:<strong> “</strong>Javhé è il mio pastore, non mi manca nulla. Mi conduce in pascoli verdeggianti e mi fa riposare presso acque tranquille”. </em>La più rassicurante è un’eco del profeta Ezechiele<em>: “Come un pastore, quando il gregge è disperso, radunerò le mie pecore. Le trarrò in salvo da tutti i luoghi dove si erano disperse nei giorni di caligine e di tenebre, andrò in cerca della pecora sperduta e ricondurrò quella smarrita, fascerò quella ferita, curerò quella malata, avrò cura della grassa e della forte, le pascerò con giustizia: Io stesso cercherò le mie pecore e ne avrò cura”(Ez  34 , 11-15).</em></p>
<p style="text-align: justify;">Gesù è il Pastore generoso, materno, solidale e coraggioso che si prende cura di coloro che gli sono affidati, anzi, si preoccupa anche di quelli che sono lontani dalla sua responsabilità e li cerca per accoglierli tutti dentro un unico ovile.</p>
<p style="text-align: justify;">La pastoralità è lo stile di servizio che Gesù indica a ciascuna di noi per accompagnare coloro che ci sono affidati sulla via buona del Vangelo.</p>
<p style="text-align: left;"><em> Signore, donaci uno stile pastorale<br />
che sappia accogliere, proteggere, curare,<br />
rendici attenti verso i piccoli, i senza dignità.<br />
Insegnaci ad amare i vicini e cercare i lontani.<br />
Fa’ che viviamo la nostra fedeltà come dedizione.<br />
la nostra autorità come servizio,<br />
la disponibilità come coraggio.</em></p>
<p style="text-align: right;"><em><br />
</em> Sr Mariateresa Crescini<br />
Sup. Gen. M.P.V.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>DI QUESTO VOI SIETE TESTIMONI</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 07:05:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Domeniche di Pasqua]]></category>

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		<description><![CDATA[Terza domenica di Pasqua                      22 aprile 2012  
Nei vangeli di queste settimane c’è un susseguirsi di avvistamenti. Gesù stesso va incontro alle donne che tornano dal sepolcro vuoto, le saluta e raccomanda loro:“Andate e dite  ai fratelli di attendermi in  Galilea”. Maria cerca il Maestro da sola, si aggira intorno al sepolcro con la segreta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Terza domenica di Pasqua                      22 aprile 2012  <strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://lnx.usminazionale.it/laparola/wp-content/uploads/2012/04/p123_1_04.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-816" title="p123_1_04" src="http://lnx.usminazionale.it/laparola/wp-content/uploads/2012/04/p123_1_04-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a>Nei vangeli di queste settimane c’è un susseguirsi di<em> avvistamenti. </em>Gesù stesso va incontro alle donne che tornano dal sepolcro vuoto, le saluta e raccomanda loro:“Andate e dite  ai fratelli di attendermi in  Galilea”. Maria cerca il Maestro da sola, si aggira intorno al sepolcro con la segreta speranza di vederlo, vuole un incontro esclusivo. E’ talmente ansiosa che non lo riconosce fino a quando non ne sente la voce. Nel cenacolo Gesù entra a porte chiuse, trova i suoi amici sbigottiti e increduli, pronuncia il saluto di pace per dare una prova concreta della sua presenza:”Toccate le mie mani e miei piedi“, ma deve ripetere più volte questa apparizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il cuore degli apostoli è chiuso, le loro aspettative sono rimaste ferme a quella sera del venerdì, quando il loro Maestro è spirato sul legno della croce. Eppure Gesù non desiste, sa che la sua resurrezione è un affare di fede e dunque occorre aiutare le menti e il cuore degli amici ad aderire a questo mistero troppo grande per loro. Raggiunge due discepoli sulla strada di Emmaus, si pone accanto ad essi come un pellegrino, fa discorsi suadenti, scalda il loro cuore, li avvicina alla verità, e quando stanno per cogliere il senso vero dell’incontro, sparisce dalla loro vista lasciando nel cuore un segno indelebile di Memoria. I due si stavano allontanando da Gerusalemme, ma dopo questo incontro, fanno un’inversione di marcia e tornavano al cenacolo. Sono portatori di un messaggio definitivo e raccontano con fervore e con convinzione l’incontro appena vissuto. Gli altri ascoltano e, mentre stanno per aggiungere un tassello nuovo ai fatti misteriosi di quelle giornate, quando entra Gesù, li guarda, li conta. Sono tutti: undici apostoli e altri amici. C’è anche Tommaso.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Maestro si presenta con lo stesso saluto di pace, spera che i loro occhi si aprano alla gioia e alla meraviglia, invece sui loro volti c’è sempre un velo di paura: pensano che sia un fantasma costruito dalla loro fantasia.<strong> </strong>Gesù conosce i loro pensieri e va incontro alle loro paure. Li rassicura, li conforta, dà loro un segno di concretezza chiedendo qualcosa da mangiare. Quando li vede un po’ calmi, spiega loro che tutto quello che si sta compiendo è un mistero di fede, predetto dai profeti, scritto nei salmi, nella legge di Mosè, in tutta la Scrittura: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno. Questo è il grande mistero di salvezza  che deve essere annunciato alle Genti perché si compia in ogni popolo la conversione e il perdono dei peccati. “Di questo voi siete testimoni”.</p>
<p><em>Signore, rafforza nella  nostra Comunità<br />
la fede nel mistero della tua morte e resurrezione.<br />
Ripeti a  tutte noi l’impegno di annunciare<br />
al mondo la conversione e il perdono,<br />
e rafforza per noi i segni della tua venuta<br />
perché le nostre Comunità diventino sempre di più<br />
Memoria della tua Presenza.</em></p>
<p style="text-align: right;">Sr Mariateresa Crescini<br />
Sup. Gen. M.P.V.</p>
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		<title>PACE A VOI</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 06:36:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Seconda domenica di Pasqua                15 aprile 2012       
Nelle settimane che seguono la Pasqua, la prima lettura è presa dagli Atti degli Apostoli e diventa la colonna sonora delle celebrazioni eucaristiche.
Un racconto limpido, armonioso i cui  protagonisti trasmettono la forza della fede in Gesù risorto, la gioia dell’appartenenza alla Comunità cristiana e la luce dello Spirito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Seconda domenica di Pasqua                </strong>15 aprile 2012       <strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://lnx.usminazionale.it/laparola/wp-content/uploads/2012/04/settima.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-811" title="settima" src="http://lnx.usminazionale.it/laparola/wp-content/uploads/2012/04/settima-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Nelle settimane che seguono la Pasqua, la prima lettura è presa dagli Atti degli Apostoli e diventa la colonna sonora delle celebrazioni eucaristiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Un racconto limpido, armonioso i cui  protagonisti trasmettono la forza della fede in Gesù risorto, la gioia dell’appartenenza alla Comunità cristiana e la luce dello Spirito che accompagna i passi dei primi credenti.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ passata appena una settimana dagli avvenimenti della Pasqua e la Liturgia presenta il panorama del mondo già trasformato da coloro che hanno aderito alla fede nel Maestro crocifisso e  Risorto.</p>
<p style="text-align: justify;">La  preghiere Colletta di questa domenica ci elenca i motivi portanti di questo grande  cambiamento:  <br />
- il battesimo che ci ha purificati,</p>
<p style="text-align: justify;">- lo Spirito che ci ha rigenerati</p>
<p style="text-align: justify;">- il Sangue che ci ha redenti</p>
<p style="text-align: justify;">Coloro che hanno accolto il messaggio degli apostoli e rinnovato la propria vita nel battesimo  sono diventati “moltitudine”. Quella folla che solo un settimana prima gridava “crucifige” ora  sta  trasformando il mondo. Dallo Spirito è nata una  Comunità che si presenta al mondo come luogo teologico della Memoria di Gesù. Gli Apostoli “con grande forza” danno testimonianza della resurrezione e i fedeli, al loro fianco, coltivano i valori di questa Memoria e la realizzano  in gesti di carità, di perdono, di fraternità di testimonianza.</p>
<p style="text-align: justify;">L’apparizione di Gesù narrata nel Vangelo è portatrice di un messaggio forte: la Pace; e di una consegna sicura: le Piaghe. Per coloro che sono diventati credenti, la pace offerta da Gesù costituisce la piattaforma sulla quale costruiscono un mondo nuovo in cui i deboli sono sostenuti, gli affamati sono saziati, la povertà è sconfitta e la fraternità è vincente. I nuovi cristiani volgono lo sguardo alle piaghe dell’umanità e le curano con il balsamo della carità. Nessuno considera proprio quello che gli appartiene, ma ogni bene è messo in comune. Il saluto rivolto dal  Maestro  agli apostoli nel cenacolo  è stato tradotto in solidarietà e a poco a poco conquista il mondo.</p>
<p><em>Signore, abbiamo sempre bisogno della tua Pasqua<br />
per rinnovare le nostre Comunità. </em></p>
<p><em>Vieni a visitarci e soffia su di noi<br />
l’ alito vitale che hai donato agli apostoli.</em></p>
<p><em>Riempi i nostri cuori di quella Pace<br />
che è  sorgente d’ amore solidale,<br />
principio di una nuova creazione.  </em></p>
<p style="text-align: right;">Sr  Mariateresa Crescini<br />
Sup. Gen. M.P.V.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>RIMUOVERE LA PIETRA</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 08:01:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>romina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domenica di Pasqua  8 aprile 2012  
 
 
La mattina dopo il sabato, al levare del sole,
le donne andavano alla tomba dicendo tra di loro:
 &#8211; Chi farà rotolar via la pietra che è davanti al sepolcro? (Mc 16,2)
Dopo il lungo silenzio del sabato, Maria Maddalena, Giovanna, Maria, madre di Giacomo andarono verso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Domenica di Pasqua</strong> <strong> 8 aprile 2012 </strong><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em> </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em> </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://lnx.usminazionale.it/laparola/wp-content/uploads/2012/04/Tombavuota.gif"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-808" title="Tombavuota" src="http://lnx.usminazionale.it/laparola/wp-content/uploads/2012/04/Tombavuota-150x150.gif" alt="" width="150" height="150" /></a>La mattina dopo il sabato, al levare del sole,</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>le donne andavano alla tomba dicendo tra di loro:</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> &#8211; Chi farà rotolar via la pietra che è davanti al sepolcro?</em> (Mc 16,2)</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo il lungo silenzio del sabato, Maria Maddalena, Giovanna, Maria, madre di Giacomo andarono verso il sepolcro con un grande interrogativo nel cuore: come potevano, loro, donne deboli, togliere la pietra che chiudeva il sepolcro? <strong><em> </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia la speranza di vedere il Maestro e profumare il suo corpo con gli aromi preparati dalle loro mani, le spingeva in avanti.</p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;arrivo, trovarono con meraviglia che la pietra era stata rimossa, il  Signore non c’era e, nel chiarore di luce che invadeva il sepolcro, un angelo diede loro una consegna: Andate dai discepoli e dite che il Maestro li aspetta in Galilea.</p>
<p style="text-align: justify;">L’emozione fu grande. Le donne avevano ancora negli occhi l’immagine del macigno che tre giorni prima aveva tolto Gesù dai loro sguardi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora la pietra pesante aveva lasciato il posto ad un richiamo di speranza, ad uno stupore positivo e aveva cambiato l’obiettivo della loro sollecitudine: non ungere il cadavere sacro del Maestro, ma  annunciare agli Apostoli e al mondo la vittoria di Gesù sulla morte.</p>
<p style="text-align: justify;">Le Donne credettero e si sentirono in pace.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli avvenimenti di questa giornata ci interpellano con determinazione: prima di tutto dobbiamo cercare Gesù nella nostra <em>Galilea</em>, nel luogo del nostro quotidiano, nella nostra Comunità dove ogni giorno il Maestro è presente e, se vogliamo incontrarlo, dobbiamo dare una spallata alle pietre che chiudono i nostri cuori:</p>
<ul>
<li>la pietra dell’egoismo per dare posto alla solidarietà,</li>
<li>la pietra dei risentimenti  per far posto all&#8217;amore,</li>
<li>la pietra delle durezze per far risorgere la tenerezza del cuore,</li>
<li>la pietra dello sconforto per ritrovare la speranza,</li>
<li>la pietra della resistenza per ritrovare la docilità,</li>
<li>la pietra di un velato ateismo per recuperare la limpidezza della fede,</li>
<li>la pietra dell’apatia per recuperare un’equilibrata dinamicità,</li>
<li>la pietra della sfiducia per riempire le pieghe del cuore di confidenza fraterna,</li>
<li>la pietra dell’aridità per innaffiare il deserto con la preghiera,</li>
<li>la pietra della paura per recuperare il coraggio,</li>
<li>la pietra della solitudine per dare e accettare la benevolenza fraterna.</li>
<li>Le pietre rimosse daranno possibilità alla luce di invadere il cuore, di togliere le paure e, nella luce dello Spirito, ci sentiremo investite di un messaggio di speranza che consola i nostri cuori e consegna agli altri i frutti della resurrezione.</li>
</ul>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: right;"><em> Sr Mariateresa Crescini </em></p>
<p style="text-align: right;">Sup. Gen. M.P.V.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>OSANNA AL FIGLIO DI DAVIDE</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Mar 2012 08:59:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domenica delle Palme/B                         1 aprile 2012
In questa domenica che precede la Pasqua l’Evangelista Marco descrive la marcia della pace e della riconoscenza.
Gesù ha  ordinato ai discepoli di prendere una cavalcatura di eccezione, un puledro d’asina, un animale umile, silenzioso, amico dei buoni. Gesù, per dare al popolo la gioia di esprimere tutta la riconoscenza non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Domenica delle Palme/B                         1 aprile 2012</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://lnx.usminazionale.it/laparola/wp-content/uploads/2012/03/domenica-delle-palme.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-803" title="domenica delle palme" src="http://lnx.usminazionale.it/laparola/wp-content/uploads/2012/03/domenica-delle-palme.jpg" alt="" width="188" height="131" /></a>In questa domenica che precede la Pasqua l’Evangelista Marco descrive la marcia della pace e della riconoscenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Gesù ha  ordinato ai discepoli di prendere una cavalcatura di eccezione, un puledro d’asina, un animale umile, silenzioso, amico dei buoni. Gesù, per dare al popolo la gioia di esprimere tutta la riconoscenza non ha scelto una lettiga, né la sedia gestatoria e nemmeno un’auto blindata, nonostante il pericolo che correva. Del resto, nella vita del Figlio di Dio   l’asino è stato sempre una presenza discreta. Era servito a Maria e Giuseppe per raggiungere Betlemme, nella stalla aveva fatto compagnia e riscaldato il Messia, nella fuga in Egitto lo aveva portato lontano da Erode. Ora lo porta in trionfo.<br />
Quella mattina è salito volentieri, come un grande re, su quella giovane puledra e improvvisamente si è formato un corteo coloratissimo: davanti c’era l’asina cavalcata da Gesù, intorno i discepoli tutti sussiegosi, dietro e ai lati, una moltitudine di bambini, di donne, di ragazzi che cantavano, pregavano, inneggiavano. Nessuno portava cartelli di protesta, ma tutti avevano fiori in mano, anzi la gente aveva strappato i rami degli ulivi e gridava:  <em>“Evviva il Figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome di Dio!</em> </p>
<p style="text-align: justify;">I Dottori della legge volevano far tacere la folla, ma quella gridava più forte: <em>“Benedetto il Regno del nostro padre Davide che è arrivato a noi!”<br />
</em>Gesù se ne stava silenzioso e guardava quella folla impazzita che sventolava rami di palme per dirgli grazie. un grazie solenne.  C’erano quelli che una volta erano lebbrosi e Lui li aveva  sanati, c’erano gli storpi ormai guariti, c’erano quelli che erano stati ciechi e ora lo potevano vedere, i sordi potevano udire le urla della gente. <br />
C’erano anche i cinquemila che avevano assistito alla moltiplicazione dei pani.<br />
Era un vero trionfo.</p>
<p style="text-align: justify;">Però, a rileggere bene questa pagina del Vangelo, manca qualcuno troppo importante per  essere assente: Maria, la Madre. Perché non ha assistito a questa festa fatta proprio per il Figlio suo? Nessuno l’ha chiamata?<br />
Forse Maria ha fatto come tutte le mamme: ha lasciato il posto agli altri, non si è associata all’allegria della folla.  Lei sapeva che, solo cinque giorni dopo, quella gente avrebbe urlato contro Gesù per mandarlo in croce e allora Lei, la Madre Dolorosa, sarebbe andata incontro al Figlio verso il Calvario, per abbracciarlo, sostenerlo, e accoglierlo tra le sue braccia.  Le mamme fanno tutte così.<strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">SIMBOLI E PREGHIERA PER I TRE GIORNI SANTI</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>GIOVEDI’ SANTO :<span style="color: #0000ff;"> il catino</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Fissa nelle mie mani, Signore, il catino di acqua che deterge il male del mondo. Fa’ che mi accosti alle Consorelle con il garbo di chi vuole soltanto servire; dammi il desiderio di sentirmi l’ultima per comunicare coraggio, speranza, fiducia a coloro che per  l’età, la stanchezza, la paura hanno rallentato il passo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VENERDI’ SANTO  : <span style="color: #0000ff;">la croce</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Signore, il mio sguardo non è fisso sulla tua croce, ma sulle mie piccole croci quotidiane che mi sembrano insopportabilmente pesanti. Non sono capace di assumere le pene del mondo, i problemi della gente, il sangue versato dai nuovi martiri della fede.</p>
<p style="text-align: justify;">Metti nel mio orizzonte solo la tua croce e inchiodami nella solidarietà universale </p>
<p style="text-align: justify;"><strong>SABATO SANTO : <span style="color: #0000ff;">il silenzio</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Parliamo troppo,  Signore, abbiamo tante ragioni da affermare, tante parole da dire, tanti diritti da accampare. Donaci il silenzio che ascolta, che medita, che adora. Lascia che il nostro sguardo contempli tua Madre ai piedi della Croce per abbracciare il dolore di tutte le madri e dare al mondo la speranza della Resurrezione.</p>
<p style="text-align: right;"> Sr. Mariateresa Crescini<br />
Sup. Gen. M.P.V</p>
]]></content:encoded>
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		<title>LA LEGGE NEL CUORE</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Mar 2012 08:51:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[V domenica di Quaresima/B      25  marzo 2012
Ger 31, 31-34                   Eb 5,7-9                 Gv 12,20-33
Andiamo a grandi passi verso la Pasqua e la Liturgia della quinta settimana continua a parlare di fiducia da parte di Dio verso il suo popolo. L’Alleanza conclusa più volte con i Padri è stata ripetutamente rinnovata. Ogni volta, Dio ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">V domenica di Quaresima/B      25  marzo 2012</p>
<p style="text-align: justify;">Ger 31, 31-34                   Eb 5,7-9                 Gv 12,20-33<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://lnx.usminazionale.it/laparola/wp-content/uploads/2012/03/21.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-799" title="2" src="http://lnx.usminazionale.it/laparola/wp-content/uploads/2012/03/21-203x300.jpg" alt="" width="203" height="300" /></a>Andiamo a grandi passi verso la Pasqua e la Liturgia della quinta settimana continua a parlare di fiducia da parte di Dio verso il suo popolo. L’Alleanza conclusa più volte con i Padri è stata ripetutamente rinnovata. Ogni volta, Dio ha dovuto riscrivere il suo patto d’amore perché veniva infranto il legame di reciprocità che doveva tenere ferma l’amicizia divina. Dio l’aveva impressa perfino sulla pietra, pensando che potesse durare in eterno, ma ha dovuto ricominciare sempre da capo a causa della fragilità umana. Tuttavia non ha mai perso la fiducia nelle creature, ha sperato e voluto legarle a sé nonostante tutto fino a raggiungerle nella profondità dell’essere per scrivere il suo amore nei loro cuori.</p>
<p style="text-align: justify;">Dio ha lungamente sognato il giorno in cui non si doveva più scrivere la legge sui filatteri, nei codici, nelle pergamene. Avrebbe mandato Suo Figlio, Parola Incarnata, e il  Suo amore sarebbe diventato un’esperienza quasi fisica, scritta nei cuori, trasformata in sentimenti di amore, di gratitudine, di fraternità e soprattutto di “conoscenza del Signore”.<br />
A seguire la liturgia di questa settimana ci rendiamo conto che il sogno di Dio si è infranto  nella durezza dei cuori e nell’orgoglio dei Capi. In questi giorni leggiamo che l’ostilità verso Gesù diventa sempre più visibile, c’è la paura diffusa che si dichiari apertamente Figlio di Dio.  Il popolo crede in Lui, potrebbe dare sfogo a tutta la simpatia e riconoscerlo come Messia perché, in verità, l’alleanza è scritta nel cuore degli umili, dei poveri, anche se  è gravemente offuscata nei cuori dei sapienti, di coloro che si sentono detentori della Verità.  Anche i popoli stranieri, presenti alle giornate di festa in Gerusalemme, sono incuriositi dalla saggezza di quest’uomo e chiedono a Filippo di avvicinarli a Gesù per capire meglio il senso di una  presenza così contraddittoria. Filippo e Andrea portano i Greci da Gesù e il Messia, in presenza loro, non sfoggia una sapienza teologale, ma annuncia la  propria morte con un’immagine carica di significato profetico: “Se il chicco di grano, caduto a terra non muore, rimane solo, se invece muore, produce molto frutto… se uno mi vuole servire, mi segua e il Padre lo onorerà”. È come se dicesse:“Almeno voi accogliete l’amore del Padre”.</p>
<p style="text-align: justify;">Non sappiamo che idea ne abbiano riportato i Greci; la liturgia ci dice che il popolo di Dio ha preferito voltarsi indietro e dichiarare valido solo il passato, quando a firmare il patto dell’amore non era Gesù, ma Abramo: “Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo stati mai schiavi di nessuno…” (Vangelo).</p>
<p style="text-align: justify;">Spesso anche la durezza dei nostri cuori può infrangere il sogno di Dio e allora preghiamo con il salmo responsoriale di questa domenica:</p>
<p><em>“Crea in me un cuore puro, rinnova in me una spirito saldo.<br />
Non cacciarmi lontano dal tuo volto<br />
e non privarmi del tuo santo spirito” </em>(Salmo 50)<em>.</em></p>
<p style="text-align: right;"><em><br />
</em>Sr Mariateresa Crescini<br />
Sup. Gen. M.P.V.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>DIO HA FATTO MOLTO DI PIÙ…</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Mar 2012 07:31:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Quaresima]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[IV domenica di Quaresima/b                                                  18 marzo 2012
Il cammino quaresimale continua all’insegna del dialogo di Dio con il suo popolo. Un Dio che richiama premurosamente i suoi figli, che ha viscere di misericordia, che dà prova di grande pazienza. Il suo sguardo si posa sul popolo specie quando questo attraversa la grande tribolazione dell’esilio. La schiavitù rafforza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>IV domenica di Quaresima/b                                                  18 marzo 2012</strong></p>
<p><a href="http://lnx.usminazionale.it/laparola/wp-content/uploads/2012/03/3-Gesu_e_Nicodemo.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-781" title="3-Gesu_e_Nicodemo" src="http://lnx.usminazionale.it/laparola/wp-content/uploads/2012/03/3-Gesu_e_Nicodemo-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il cammino quaresimale continua all’insegna del dialogo di Dio con il suo popolo. Un Dio che richiama premurosamente i suoi figli, che ha viscere di misericordia, che dà prova di grande pazienza. Il suo sguardo si posa sul popolo specie quando questo attraversa la grande tribolazione dell’esilio. La schiavitù rafforza la nostalgia per la terra dei Padri, il dolore ammutolisce le labbra e gli strumenti di preghiera e di canto tacciono, appesi ai salici della terra straniera, <em>“Finché la terra non abbia scontato i suoi sabati </em>“. Quando il ricordo del tempio si fa struggente, Dio si china ancora sul popolo e  mette fine all’esilio. Il re Ciro ricostruisce il tempio di Gerusalemme e invita i prigionieri a “salire” verso quel tempio dove la misericordia di Dio è musica di consolazione.</p>
<p>È lo stile di Dio la cui fedeltà non si interrompe, ma dura nei secoli. Lo ripete S. Paolo nella <em>Seconda Lettura</em>: “Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo”.</p>
<p>Nel vangelo Gesù incontra un uomo speciale, Nicodemo, con lui rievoca la misericordia di Dio nel deserto, quando Mosè aveva innalzato il serpente di bronzo. Il solo sguardo levato verso quella figura bastava per salvare il popolo. Ora, spiega Gesù, nella pienezza dei tempi, Dio ha fatto molto di più: ha innalzato Suo Figlio, lo ha sacrificato sulla Croce e ha garantito la salvezza per sempre.</p>
<p>Lungo tutta questa settimana, la Liturgia ci parla dell’amore e della misericordia di Dio che libera i prigionieri, disegna strade nuove al suo popolo&#8230;. “Non avranno più né fame né sete, non li colpirà più l’arsura perché colui che ha misericordia li condurrà alle sorgenti” (Is 49,10) <br />
Gesù, in prossimità della pasqua, ripete parole e gesti di misericordia, ma sente su di sé lo sguardo pesante dei farisei, i giudizi dei dottori della legge, si aggira in prossimità del tempio, guarisce lo storpio  nella piscina di Siloe e cerca in tutti i modi di convincere i giudei che Egli esercita il potere in nome e per conto del Padre. Ma i cuori si fanno duri, non bastano più i miracoli, anzi accrescono il malessere dei capi, vogliono arrestarlo, ma hanno paura della gente che ha fiducia in Lui e lo chiama profeta.</p>
<p>A questo punto entra in scena Nicodemo, lo aveva incontrato di nascosto, aveva dialogato con Gesù e, in qualche modo, ora prende le sue difese e dilaziona il tempo dell’arresto: non si giudica un uomo senza averlo prima interrogato. Sperava forse che anche i capi si accostassero al Maestro; era sicuro che li avrebbe illuminati, pacificati, ma l’orgoglio non permise loro di vedere la verità: “La luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato di più le tenebre.” (Vangelo).</p>
<p>Succede anche ai nostri giorni, cerchiamo la verità, ma facilmente andiamo a leggerla in ambienti di ombra, per questo la Liturgia ci invita a pregare:</p>
<p><em>Dio, che illumini ogni uomo che<br />
viene in questo mondo, fa’ risplendere<br />
su di noi la luce del tuo volto, perché<br />
i nostri pensieri siano sempre conformi<br />
alla tua sapienza e possiamo amarti con cuore sincero. (Dopo la Comunione)</em><br />
<em><br />
                                                                                              Sr Mariateresa Crescini</em></p>
<p>                             Sup. Gen. M.P.V.</p>
]]></content:encoded>
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