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Il cielo si apre di nuovo

marzo 31st, 2015

Risurrezione del Signore Domenica 6 aprile 2015

Vangelo di Gv 20,1-9

E’ ancora buio in questo primo giorno della settimana, ma nell’aria si respira un odore di novità; qualcosa sta per accadere.

E’ ancora buio; le donne e soprattutto Maria di Magdala, non resistono e, sfidando ogni timore e ogni incertezza per la presenza delle guardie poste a presidiare il luogo,   si recano al sepolcro di Gesù.

Le donne portano gli olii aromatici che serviranno per ungere e imbalsamare il corpo del Signore. Che gesto di squisito amore femminile!

E’ ancora buio; possiamo udire, in quel drammatico silenzio che le avvolge i loro passi sulla strada, ma anche i loro sentimenti agitarsi nei loro cuori.

Da quella terribile ora sesta è sceso solo il buio su tutta la terra  (cfr. Mc.15,33), tutto è tenebra perché Gesù è morto,  è assente. Hanno ucciso il figlio dell’uomo, colui che è venuto nel mondo come la luce per mondo.

Pochi  giorni fa abbiamo udito proclamare nella liturgia. “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna” (GV.3,16).

“ La vera luce che illumina ogni uomo è venuta nel mondo… ma suoi non l’hanno accolta” (Gv.1,9.11).

La donna, le donne che portano inscritto nel loro DNA la missione del generare, del dare la vita, del far venire alla luce, molto spesso sono chiamate ad abitare la notte, perché quasi sempre loro per prime intuiscono che la notte è un grembo impregnato di vita. Le donne abitano la notte per annunciare la vita, abitano la notte per divenire le “ostetriche”, che favoriscono dunque la rinascita di una umanità molto spesso ingabbiata e avvoltolata nel buio dell’assenza di Dio.

Gesù è risorto; i discepoli però non avevano ancora compreso la Scrittura, afferma l’evangelista.

Gesù è risorto; ancora oggi  potremmo rendere vana la risurrezione del Signore per la nostra incapacità di  credere, di accogliere la luce, la vita!

Le donne corrono, corrono da altre donne, danno la notizia di qualcosa che è accaduto,  ma che non comprendono; esse corrono e vanno da Simon Pietro, lo mettono in movimento fino a contagiare anche Giovanni che, nonostante fosse il discepolo che Gesù amava ancora era prigioniero della paura.

Gesù è risorto! Io l’ho incontrato!

Alle donne è affidata,  anche oggi, la missione di generare cammini di vita,  a loro è chiesto più che mai di non mollare, ma di accompagnare la Chiesa perché non si fermi alla porta del sepolcro, ma vi entri  e di lei si possa dire in ogni tempo, come per il discepolo che Gesù amava:  “ e vide e credette” (Gv.20,8).

Sr. M. Viviana Ballarin o.p.

Da che parte stiamo?

marzo 24th, 2015

Domenica delle palme 29 marzo 2015

In questa domenica, detta anche di passione, l’evangelista Marco ci racconta l’amore di un Padre che nel Figlio suo prediletto si manifesta in maniera sconvolgente, davvero infinito.
Quanto amore, quanto sangue versato per noi!
Davanti a tanto amore non ci sono parole, non ci sono commenti, ma solo silenzio, ascolto, contemplazione, adorazione, preghiera.
Santa Caterina da Siena, donna appassionata per Dio e per l’uomo, ci può aiutare.

O glorioso e prezioso sangue: tu sei per noi bagno e unguento posto sopra le nostre ferite. Sì, è veramente un bagno, perché nel bagno tu trovi il caldo e l’acqua e il luogo dove esso sta. Così ti dico che in questo glorioso bagno tu ci trovi il caldo della divina carità, cioè Dio eterno, dove il Verbo è ed era nel principio. Trovi l’acqua nel sangue, perché dal sangue esce l’acqua della grazia. E c’è il muro che sottrae agli sguardi.

O inestimabile e dolcissima carità, tu hai preso il muro della nostra umanità, la quale ha ricoperto la somma ed eterna ed alta deità, Dio-e-Uomo! Ed è tanto perfetta questa unione che né per la morte né per altra cosa si può sciogliere. Perciò si trova tanto diletto e refrigerio e consolazione nel sangue. Perché nel sangue si trova il fuoco della divina carità e la virtù della somma alta ed eterna deità. Infatti tu sai che per virtù della divina essenza vale il sangue dell’Agnello…

O sangue: tu dissolvi le tenebre e dai all’uomo la luce perché conosca la verità e la santa volontà del Padre eterno. Tu riempi l’anima di grazia da cui trae la vita liberandosi dalla morte eterna.

O dolce sangue: tu spogli l’anima dell’amor proprio che l’indebolisce e la vesti del fuoco della divina carità, e non puoi non vestirla di fuoco accostandoti a lei, perché per fuoco d’amore fosti sparso.

O sangue pietoso: per te ed in te si distillò la pietosa misericordia di Dio. Tu sei quel glorioso sangue dove lo stolto uomo può conoscere e vedere la verità del Padre eterno cioè la verità dell’amore ineffabile col quale fummo creati ad immagine e somiglianza di Dio.

O eterno sangue! Eterno, dico, perché sei unito con l’eterna natura divina. O dolce sangue che risuscitavi i morti! Sangue: tu davi la vita, dissolvevi le tenebre delle menti accecate e davi luce! Dolce sangue: tu univi i discordi, vestivi di sangue gli ignudi, pascevi gli affamati e ti davi in bevanda a quelli che avevano e hanno sete di sangue.

Col latte della tua dolcezza nutrivi i fanciulli, cioè quelli che si sono fatti piccoli per vera umiltà e innocenti per vera purità.

O sangue: chi mai non si inebrierà di te? Solo gli amatori di sé, perché non sentono il tuo profumo.

Sangue e fuoco, inestimabile amore!”

Sr. M. Viviana Ballarin o.p.

“Vogliamo vedere Gesù”

marzo 18th, 2015

V Domenica di Quaresima                                                                       22 marzo 2015

Vangelo di Giovanni 12,20 – 33

La domanda che i greci, saliti al tempio per il culto, rivolgono a Filippo, che quasi sicuramente parlava il greco e quindi poteva capire, risuona oggi nel nostro cuore come un grido, il grido di tutti coloro che, in ogni parte della terra, cercano il Signore.

“Vogliamo vedere Gesù” è il gorgoglio che dalle profondità del nostro cuore sale e ci sospinge a perseverare nel cammino quaresimale, cammino di conversione e di ricerca amorosa del volto del Signore.

Filippo si lascia intercettare dal grido, non lo trattiene per sé, ma come una cassa di risonanza permette all’onda di allargarsi; lo dice ad Andrea e così il suo amico condivide con lui la sfida della vulnerabilità e della comunione nella missione: Andrea e Filippo vanno insieme a consegnare la richiesta a Gesù. E’ la Chiesa che sempre e ovunque accoglie e ammette quelli che cercano, i suoi figli, nella comunione della comunità. Solo la comunione di vita fa vedere. E’ nella comunione che accade l’Incontro, gli incontri.

Gesù in maniera sorprendente, forse inaspettata anche per i due discepoli, mostra il suo volto!

“Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore rimane solo; se invece muore, produce molto frutto…” e,

“Quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me”.

La croce!

Gesù indica con parole chiarissime la strada che porta all’incontro con lui, alla festa, alla vita. E’ la strada del perdere per guadagnare, del morire per vivere, è la strada dell’esodo pasquale, quella che lui sta percorrendo e per la quale soavemente perché ci lascia liberi, ma calorosamente perché conosce la nostra debolezza, ci invita ad imboccare ogni giorno: “Se uno mi vuol servire, mi segua e dove sono io, là sarà anche il mio servitore”.

“Vogliamo vedere Gesù!”.

Oggi, quel grido ci raggiunge e con esso la responsabilità di non soffocarlo dentro un cuore che non sa più per chi battere, ma di permettergli di essere voce dentro di noi che, alzandosi con il sole ad ogni alba grida: l’uomo e la donna di oggi, incontrando te, vede Gesù?

Sr. M. Viviana Ballarin o.p.

Ascoltarti è una festa

marzo 10th, 2015

IVª Domenica di Quaresima                                                                    15 marzo 2015

Vangelo di Giovanni 3,14-21

La liturgia, all’inizio del tempo di Quaresima, ci ha invitati alla conversione e alla fede nel vangelo di Gesù, oggi quarta domenica di quaresima, ci esorta ad essere allegri, ad esultare e a gioire saziandoci dell’abbondanza della nostra consolazione.

Siamo a metà del cammino dietro a Gesù che, poco a poco, ci immerge nel mistero della sua pasqua.

Lungo il cammino della quaresima, cammino della nostra vita, il mistero ci viene svelato ma, se accettiamo di attraversare il deserto, il buio, la notte della croce, se abbiamo il coraggio di alzare lo sguardo verso l’Albero piantato davanti a noi.

“Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo”.

Quanto dolore! Dov’è il motivo per essere allegri?

Di quale consolazione siamo invitati a saziarci, per quale consolazione dobbiamo esultare?

Sì, proprio per  quell’albero innalzato dal quale fra non molti giorni penderà il Figlio dell’uomo; da quell’albero verrà l’abbondanza della nostra consolazione. Dall’attimo più buio e terrificante della storia sgorgherà la pienezza della felicità per tutti e da quella pienezza Israele…l’uomo, la donna di ogni tempo, di ogni nazione e razza sono invitati ad abbeverarsi e  nutrirsi.  L’abbondanza della nostra consolazione è vita eterna, vita che non viene mai meno, che nessuno può toglierci se noi non lo vogliamo.

La vita eterna ci è donata e sgorga eternamente dal cuore del Padre che ha un progetto di felicità e non di condanna per l’uomo, per ogni uomo che crede.

Gesù, innalzato sull’albero della croce, Gesù crocifisso, immerso nel buio fitto dell’abbandono totale, Lui è la verità pronunciata sul mondo, è la luce.  “Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna”.

“Ma gli uomini hanno amato  più le tenebre che la luce…”.

Sono parole amare che Gesù consegna a Nicodemo, il cercatore nella notte della luce. A lui  spiega  che la via della luce, la via della verità è agire secondo il pensiero di Dio e il pensiero di Dio è Gesù, la Via , la verità, la Vita per il mondo.

Sono parole di speranza per chi, nonostante la tentazione di scegliere la violenza, il potere,  l’inganno, la falsità, la menzogna; mali che gettano nel buio l’umanità dei nostri giorni, ha il coraggio, magari pagando di persona, di fare la verità.

“Chi fa la verità viene verso la luce…”. Non solo. Lui stesso, avvolto dalla luce, diverrà consolazione per molti che cercano.

Sr. M. Viviana Ballarin, o.p.

Dio non si compra

marzo 3rd, 2015

3ª  domenica di quaresima                                                              8 marzo 2015

Vangelo di Giovanni 2,13-25

Gesù, dai gesti che compie oggi, è davvero molto arrabbiato!

Egli non teme di manifestare questo sentimento apparentemente negativo perché vede uno spettacolo che lo fa inorridire. Mercanti e cambiavalute hanno trasformato il tempio, la casa di preghiera, il luogo sacro del pio israelita, in un luogo di mercato.

Sì, questo Gesù ci affascina come ci ha affascinato sul monte della trasfigurazione e come ci affascinerà tra non molti giorni quando lo contempleremo sul monte calvario crocifisso, abbandonato e morto.

Gesù affascina, attira e, allo stesso tempo infastidisce molto tutti quelli che preferiscono fare mercato sfuggendo la vulnerabilità che permetterebbe loro di lasciarsi raggiungere e incontrare dal Suo sguardo che brucia, dalla sua Parola che ferisce, dalla sua Misericordia che incontrando la persona in profondità la cambia e la libera.

“Erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi… Che c’entri con noi? Sei venuto a rovinarci! (Mc.1,21…).   In altre parole: la nostra vita è nostra, a te cosa importa? Tu non hai diritto di cittadinanza nei nostri affari, nei traffici che fanno il nostro vivere quotidiano! Tu, facendo così, immischiandoti tra noi, ci rovini!

Ciò che brucia nel cuore di Gesù e avvolge di fascino tutta la sua persona è “lo zelo per la casa del Padre suo che è amore che lo porterà fino alla croce: il suo è lo zelo dell’amore che paga di persona a differenza di quello che vorrebbe servire Dio mediante la violenza. Infatti il “segno” che Gesù darà come prova della sua autorità sarà proprio la sua morte e la sua risurrezione. “Distruggete questo tempio – disse – e in tre giorni lo farò risorgere”.  “Egli parlava del tempio del suo corpo” (Gv 2,20-21).

Con la sua Pasqua, che in questo brano del vangelo iniziamo a pre-gustare, Gesù inizia un nuovo culto, il culto dell’amore, e un nuovo tempio che è Lui stesso, Cristo risorto, mediante il quale chi si apre al dono può adorare Dio Padre “in spirito e verità” (Gv 4,23).

Tutto è gratuità! Corpo dato e sangue versato per la salvezza di tutti. Luce di vita nuova!

Non c’è spazio nella Pasqua del Signore per i mercanti!

Eppure quante volte corriamo il rischio anche noi di diventare luogo di mercato! A volte ci svendiamo per una semplice ‘dose di piacere’, di successo, di affetto, di riconoscimenti.

Non possiamo mercanteggiare con Dio!

E neppure possiamo permetterci di pagare Dio per ottenere da lui dei favori. La quaresima è tempo di grazia anche per accorgerci che spesso si insinua nella nostra vita una insidiosa cultura di mercato  che induce a pensare che per essere in buoni rapporti con Dio è necessario offrirgli tanti sacrifici, o realizzare azioni difficili, o fare rinunce dolorose. E’ la concezione di un Dio che fa paura o che viene considerato come qualcuno di cui bisogna diffidare.

L’amore che Gesù ci annuncia anche in questo impeto di rabbia e di zelo non ha niente a che vedere con i calcoli inevitabili di chi mercanteggia. Per Gesù una sola cosa è importante: amare fino a dare la vita.

Possiamo chiedere con fiducia e coraggio che, in questo tempo di quaresima, tempo di profondo incontro con Gesù e la sua Parola, venga lui stesso nella nostra vita e faccia pulizia di tutto ciò che in qualche modo la inquina e non le permette di risplendere di quella divina bellezza a cui è chiamata.

Sr. M. Viviana Ballarin o.p.