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Luce e bellezza

febbraio 24th, 2016

IIa Domenica di Quaresima                                          21 febbraio 2016

Luce e bellezza

Dal Vangelo secondo Luca (9,28-36)

trasfigurazioneCirca otto giorni dopo questi discorsi, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elia, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme. Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui. Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: “Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia”. Egli non sapeva quello che diceva. Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: “Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!”. Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.

Circa otto giorni dopo questi discorsi: a quali discorsi si riferisce Luca? A quelli precedenti che riguardano gli interrogativi che i discepoli e la gente si ponevano sull’identità di Gesù. Infatti poco prima Gesù aveva chiesto ai discepoli che erano con lui: Chi sono io per la gente? (cfr 9, 18). Che significato ha la precisazione di tempo? La risposta la troviamo in 24, 1: Il primo giorno dopo il sabato, di buon mattino…; l’identità di Gesù la scopriamo nell’ottavo giorno, il giorno della sua risurrezione, il giorno del riposo di Dio e nostro per stare un po’ di più con Lui.
L’esperienza della trasfigurazione di Pietro, Giovanni e Giacomo è avvolta dalla preghiera; sono soli sul monte con Gesù, ed è un momento forte perché possano ripartire carichi di luce e di grazia. Preghiera, contemplazione, dialogo con Dio in Cristo Gesù, esperienze gratuite che il Padre ci dona perché possiamo essere nel quotidiano portatrici di Lui.
Questo tempo di quaresima è un’opportunità unica per progredire nella vita cristiana, lasciandoci convertire dalla sua Parola aprendo la nostra mente e il nostro cuore alla luce dello Spirito Santo che guida, sostiene il cammino di ciascuno.
La voce del Padre, dalla nube, corregge i malintesi di Pietro ricordandogli che solo Gesù è il Figlio, l’eletto. Anche a noi è rivolto l’invito ad ascoltarlo!
Ascoltare Gesù che ci parla del Padre, che ci fa conoscere il suo volto, che ci ama senza misura e senza calcoli, senza “se” e senza “ma”. Ci hai fatti per te e il nostro cuore è inquieto finche non riposa in te, con Agostino anche noi facciamo quest’esperienza di insaziabilità, di inquietudine, di ricerca di Dio, sia nella preghiera, sia attraverso lo studio della sua parola e l’approfondimento della vita teologale.
È necessario e fondamentale compiere un esodo, un’uscita da noi stesse e questi giorni che ci separano dalla Pasqua, siano giorni per un cammino interiore, per stare con Gesù Cristo, per lasciarci guidare dalla sua presenza, dalla sua parola, per lasciarci assimilare da Lui e far nostri i suoi sentimenti.
sr M. Antonella Sana,op
antop07@gmail.com

Gesù è tentato dal diavolo

febbraio 11th, 2016

Ia Domenica di Quaresima                                          14 febbraio 2016

Gesù è tentato dal diavolo

Dal Vangelo secondo Luca (4, 1- 13)

tentazioniIn quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo”». Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».
Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano”; e anche: “Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «È stato detto: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”». Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.
Il vangelo di questa prima domenica di Quaresima ci narra proprio la lotta di Gesù contro le tentazioni. L’esperienza da lui vissuta al battesimo, quella di sentirsi chiamare dal Padre «Figlio amato» (Lc 3,22), non gli ha dischiuso un percorso al riparo dalle prove: subito dopo aver ricevuto l’immersione nel fiume Giordano, «Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto» «dove per quaranta giorni fu tentato dal diavolo». Qui si confronta con la possibilità del male ed «è tentato in ogni cosa come noi, senza però commettere peccato» (Eb 4,15).
Le tentazioni dimostrano che Gesù è veramente il Figlio obbediente del Padre.
Terminati i giorni di deserto Gesù ha fame: egli non ha scelto di nutrire se stesso ma di servire il Padre. Gesù non vuole il potere e la gloria del Messia potente e violento, politico e vittorioso, ma vuole servire e lodare il Padre con gratuità e nell’amore; non ha forzato la volontà di Dio per la propria sopravvivenza ma ha scelto la via del servo e del profeta venuto a liberare e a donare la pace ai popoli.
Nelle tentazioni di Gesù troviamo anche le nostre tentazioni quotidiane: hai fame? Qual è la tua fame e quella della comunità? Cerchi te stessa? Hai, abbiamo fame di Dio? Vuoi appagare le tue aspirazioni oppure vuoi che il pane quotidiano sia la volontà di Dio nel servizio gratuito e libero alle sorelle e fratelli? Le nostre sorelle e fratelli sono la Parola di Dio per noi?
La nostra fede a volte è dubbiosa: chiediamo luce nella preghiera oppure aspettiamo che Dio ci mandi visioni e angeli per consolarci? Certo, Dio manda i suoi angeli anche a noi e sono le tante persone che arricchiscono la nostra vita con la loro presenza, la loro confidenza e la loro condivisione, ma sappiamo cogliere in queste presenze ciò che Dio vuole donarci oppure cerchiamo unicamente le nostre consolazioni?
Il battesimo e la consacrazione religiosa non ci immunizzano dalle tentazioni, ma danno la grazia per superarle. Gesù, pieno di Spirito, vince la tentazione.
Lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza perché non sappiamo che cosa domandare, egli intercede per noi con gemiti inesprimibili secondo il disegno di Dio.
Battesimo, consacrazione e tentazione accompagnano il nostro quotidiano: vegliamo e preghiamo le une per le altre per non soccombere alla tentazione. Dio ci ama come figlie e non permetterà che siamo tentate oltre le nostre forze.
sr M. Antonella Sana,op
antop07@gmail.com

Sulla tua Parola getterò le reti

febbraio 3rd, 2016

V Domenica di Avvento – Anno C                                          7 febbraio 2016

Dal Vangelo secondo Luca (5, 1- 11)

 In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Genèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca. Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.
 Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».
 E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

Dio è presente nelle nostre notti infruttuose, nel buio della nostra anima e dei nostri giorni, quando angoscia e speranza sembrano condurci. Ed è qui che ci chiede un gesto di abbandono e di fiducia, un gesto di coraggio, forse inutile all’apparenza: non specchiarti nel lago delle tue lamentele, alza gli occhi e guarda, ascolta la Parola che ti abita e colui che è la Parola che ti conduce per i Suoi sentieri, che ti scalda il cuore perché sia Lui a pescare l’umanità attraverso di te.
La sfida è proprio quella di fidarci di Gesù concretamente, non in parole ma con le opere, con l’adesione della mente, del cuore e della vita.
Prendi il largo, non stare chiuso nelle tue idee e nella grettezza dei tuoi pensieri, apriti alla vita, al creato, alla bellezza di avere sorelle e fratelli con i quali condividere ogni giorno la sua Parola, le meraviglie che egli compie ogni giorno in noi e attorno a noi. Questi sono i miracoli che la grazia realizza, sempre se li sappiamo cogliere, vedere e riconoscere.
Lui chiama a seguirlo sulla strada dell’amore, della gioia, della sofferenza, ci vuole portatrici di speranza e di misericordia, protagoniste della nostra vita, capaci di osare la spiritualità di comunione e d’integrazione.
Sulla tua parola getterò le reti. Lui ci farà diventare pescatrici con gesti di misericordia, di tenerezza e di bellezza. Lasciamo ciò che ci lega, lasciamo le reti delle nostre sicurezze, dei nostri limiti, le nostre paure per ascoltare Lui; lasciamo che egli ci apra il cuore e tiri fuori la nostra bella umanità.
Aperte e docili, Dio riempirà le nostre reti.

sr M. Antonella Sana,op
antop07@gmail.com