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Decidere di amare (Is 50,4-9) – Mercoledì santo

marzo 31st, 2010

Oggi, mercoledì santo, la Chiesa sottopone alla nostra riflessione e preghiera un brano di Isaia tratto dal cosiddetto terzo canto del Servo del Signore:

“Non ho opposto resistenza,

non mi sono tirato indietro.

Ho presentato il dorso ai flagellatori,

la guancia a coloro che mi strappavano la barba;

non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi” Is 50,5-6)

Essere in balìa dell’amore significa anche questo: subire l’ingratitudine, soffrire la violenza di chi ha paura dell’amore.

Quante passioni ognuno di noi conosce (e forse vive) vissute nell’amore e per amore.

Diceva madre Teresa: l’amore è fatica, l’amore fa male.

Quanti cristi patiscono accanto a noi senza che forse ce ne accorgiamo, senza che nessuno renda loro il dovuto riconoscimento, anzi talvolta nel disinteresse, se non addirittura nel disprezzo: “si arrangi”.

Questo “si arrangi” quanto assomiglia all’ironia dei capi del popolo sotto la croce: ha salvato gli altri, salvi se stesso…

La scelta: decidere di amare, accettare che l’amore ci faccia male, consumi il nostro tempo, la nostra vita, le nostre forze, la nostra pace.

Accettare di essere tribolati per amore, dall’amore.

d. Ferruccio Cavaggioni
giuseppino del Murialdo
 fcavaggioni@gmail.com