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A Cana l’inizio dei segni

gennaio 13th, 2016

IIa domenica per annum               17 gennaio 2016

Gv  2,1-11

In quel tempo, vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.  Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela». Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono.  Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora». Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

Nel clima di festa delle nozze l’evangelista Giovanni in questa pericope racconta i segni compiuti da Gesù a Cana di Galilea. Gesù è tra gli invitati, con la madre e con i suoi discepoli. Gesù è lo sposo, Maria il simbolo della chiesa. Il segno dell’acqua cambiata in vino nuovo, ravviva la fede dei discepoli e rivitalizza anche la nostra fede e la nostra vita di consacrate. A noi, alle comunità, ad ogni persona che si avvicina a Lui, Gesù elargisce gratuitamente il vino nuovo dell’amore, della speranza, della gioia, della fiducia e della misericordia.
Ma quali sono i segni attraverso i quali anche noi oggi possiamo scoprire e vedere il vino nuovo che ogni giorno ci è donato da Gesù? Quali sono questi segni attraverso i quali possiamo donare il vino nuovo che ogni girono riceviamo da Gesù, dalle consorelle, da coloro che incontriamo? Come possiamo riempire le anfore vuote della nostra vita? Qual è la nostra festa di nozze?
In questo anno delle Misericordia un segno eloquente è senz’altro quello di compiere gesti concreti di solidarietà, di carità, di bene-dire, di dire parole cariche di benevolenza, parole di consolazione.
Un segno che potremmo costantemente ravvivare è la capacità di condividere i nostri carismi, di essere comunità con la porta aperta, non solo quella del cuore, ma anche quella della speranza, della povertà condivisa, della solidarietà. La porta della comunità, aperta della preghiera e alla preghiera. Facciamo della nostra vita una lode per le sorelle e per i fratelli che lottano per un mondo più giusto, più vero e più libero. La porta aperta ad accogliere le esperienze dell’altra e dell’altro, della sua diversità che diventa la mia ricchezza.
Il coraggio di stare nelle periferie dell’umanità per portare il vino nuovo della gioia evangelica.  Celebreremo la festa di nozze accogliendo il dono dello Spirito che Gesù elargisce in pienezza e con gratuità. Gesù, volto del Padre si prende cura della nostra vita e desidera che rimaniamo nella festa, nella gioia, anche quando siamo attraversate da prove o dal dolore perché anche qui Gesù ci accompagna e rimane con noi.
Vivere alla sua sequela e con lui è già partecipare oggi, qui e ora, alla festa di nozze; Gesù trasforma l’acqua della nostra vita in vino buono, la nostra povertà diventa un’opportunità perché il Signore Gesù agisca nella nostra vita, nella nostra mente illuminandola, nel nostro cuore imprimendo in esso i suoi sentimenti e il suo amore; trasformi le nostre mani, il nostro sguardo, le nostre parole perché tutto sia riflesso di Lui solo. Egli è l’amore, la libertà, il vino nuovo.
Cana è il segno della relazione profonda tra Dio e l’umanità. Tra noi e Dio c’è questo legame sponsale, un rapporto nuziale, fatto di amore, di festa, di dono, di gioia. Un legame che ci è stato donato gratuitamente e che dobbiamo far fruttificare gratuitamente.

sr M. Antonella Sana,op
antop07@gmail.com