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Oggi! Il messia profetico

gennaio 19th, 2016

IIIa domenica per annum                                 24 gennaio 2016

Dal Vangelo secondo Luca (1,1-4; 4,14-21)

Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto. In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode. Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,  a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi e proclamare l’anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».

In questa pericope Luca si rivolge a Teofilo, la cui etimologia è: colui che è caro a Dio, perché abbia la certezza sulle cose già udite in modo ordinato. La predicazione della fede non è solo un racconto degli avvenimenti della vita di Gesù, di ciò che egli ha detto e fatto, ma è l’esposizione degli eventi nei quali qualcosa si è compiuto. Questi eventi manifestano che Dio è sempre al di sopra dello scorrere del tempo e dei tempi ma è in mezzo a noi e con noi rimane sempre. Questa la grande manifestazione che Luca vuole farci cogliere già dall’inizio del suo evangelo.
I testimoni oculari sono i servitori della Parola, chiamati a testimoniare il Risorto, non possono limitarsi a descrivere gli avvenimenti che hanno visto ma devono predicare e annunciare la buona notizia come azione unica di Dio, perché Egli ha parlato nella storia, negli ultimi tempi, nella persona di Gesù, il figlio fatto carne, l’amato che si è impastato con la nostra umanità e con le nostre miserie per farci conoscere il Padre, per condividere con noi la loro vita divina e la loro relazione unica.
Gesù è abituato a partecipare al culto nella sinagoga: è detto che insegnava e che, di solito, vi andava il sabato: entrò, si alzò, gli fu dato il rotolo, lo aprì, trovò; riavvolse il rotolo, lo riconsegnò, cominciò a dire. Ecco cosa fa Gesù, ecco come Luca ci fa vedere Gesù in azione, tra la sua gente, tra il suo popolo. Siamo invitate ad imparare a scrutare i segni dei tempi, ad avere occhi capaci di vedere, orecchie aperte per ascoltare, la bocca in grado di proclamare parole di grazia e di liberazione.
La liberazione annunciata da Is 61, 1ss è messa in relazione con la proclamazione dell’anno santo, è la liberazione attesa da Melckisedek, il sommo sacerdote consacrato dallo spirito. Gesù è il messia che ha annunciato e realizzato l’anno di grazia e di misericordia; ha portato ai poveri la buona novella, l’annuncio della misericordia di Dio, la liberazione agli schiavi e agli oppressi.
Gesù realizza l’oggi di Dio, l’oggi della promessa di ogni bene, l’oggi dell’anno santo della misericordia che stiamo celebrando, l’oggi del dono dello Spirito perché le nostre vite e i nostri carismi siano vivacizzati e rivitalizzati; l’oggi perché il discorso di Nazareth diventi programma di vita che susciti in noi l’adesione al suo amore e la grazia di condivisione ciò che siamo e ciò che abbiamo.
L’oggi è la dimensione temporale che ci tiene sveglie, attente come sentinelle per cogliere l’opportunità del passaggio del Signore, senza ritardi e senza rinvii ed essere strumento e melodia accogliente di misericordia, nel cuore e nella vita, non con buone intenzioni e belle parole.
Oggi Dio ci parla in Gesù, nella sua Parola, nei volti e nelle vite delle sorelle e dei fratelli, dei poveri e dei prigionieri della porta accanto e anche di noi stesse. Saremo capaci d’intendere (cfr Ne 8, 2)?

sr M. Antonella Sana,op
antop07@gmail.com