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Vita senza frontiere

giugno 16th, 2011

Santissima Trinità Anno A             19 giugno 2011

“ Dio ha tanto amato gli uomini”

Es 34,4b-6.8-9; 2Cor 13,11-13; Gv3,16-18

Lo afferma Giovanni nel breve Vangelo che la liturgia ci propone oggi, facendo  emergere questa affermazione dal dialogo notturno, quasi segreto tra Gesù e  Nicodemo. Di notte, nel buio, Nicodemo va in cerca di Gesù e gli domanda: ma tu chi sei? Nicodemo rappresenta e raffigura tutti quegli uomini che cercano Dio, tutti coloro  che sono cercatori del volto del Dio vivente.

Sono cercatori di Dio i credenti, i fedeli, che si pongono domande sempre nuove; sono  cercatori di Dio quanti pur non credendo avvertono la presenza di un essere superiore e sentono la necessità di porsi degli interrogativi su Dio e sulle cose ultime; e sono cercatori di Dio anche coloro che, pur negandone l’esistenza,  inavvertitamente lo cercano.

La risposta di Gesù è la rivelazione di quanto “Dio ha amato gli uomini, fino a dare il suo Figlio perché il mondo si salvi per mezzo di lui”. E’ la rivelazione della Santissima Trinità, del mistero che è troppo grande per noi uomini, e, di fronte al quale, rimaniamo in silenzio e pervase  da grato stupore e gioia adorante.

“Solo chi si lascia coinvolgere nel dinamismo dell’amore che viene da Dio, scopre il volto del Padre. L’amore di Dio, che precede ogni risposta umana, si manifesta nella storia in Gesù Cristo, il Figlio unico inviato dal Padre, colui che affronta la morte come massima espressione del suo amore. Chi fa esperienza di questo amore riconosce che Dio è amore. Il sigillo e la conferma di questa esperienza di amore di Dio Padre, nel Figlio suo Gesù Cristo, è il dono permanente dello Spirito Santo.”  (Lettera ai cercatori di Dio, pag.63)

E’ solo un balbettio, che cerca di dare una spiegazione al mistero della Trinità, ma secondo parametri e  termini umani che traducono la nostra capacità ed esperienza limitata. Una cosa però è certa: Dio ci ama. E di riflesso abbiamo un immenso bisogno di amare e di essere amati. Siamo frutto di un grande amore e siamo fatti per amare.

Si fa esperienza dell’amore del Padre, del Figlio che riceve vita dal Padre, dello Spirito che è l’amore quando in noi c’è accoglienza, quando ‘ci si lascia amare’, quando si lascia entrare Dio nella nostra vita.

Signore, mio Dio, unica mia speranza,

fa’ che stanco non smetta di cercarti,

ma cerchi il tuo volto, sempre con ardore.

Dammi la forza di cercare, Tu che ti sei fatto incontrare,

e mi hai dato la speranza di sempre più incontrarti.

Davanti a te sta la mia forza e la mia debolezza;

conserva quella, guarisci questa.

Davanti a te sta la mia scienza e la mia ignoranza;

dove mi hai aperto accoglimi al mio entrare;

dove mi hai chiuso, aprimi quando busso.

Fa’ che mi ricordi di te, che intenda te, che ami te. Amen!  (S. Agostino)

Sr Teresita Conti, fsp