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Laetare- Lasciatevi riconciliare con Dio

marzo 11th, 2010

“Lasciatevi riconciliare con Dio”. Sembra una esortazione che Paolo rivolge ad altri, non a noi. Noi siamo riconciliati, anzi noi non abbiamo bisogno di riconciliazione! Noi siamo “una creatura nuova”.

Messa così, ci riesce difficile, forse impossibile, entrare nella terra promessa. Non sentiamo il bisogno dell’esodo, dell’andare “oltre”. Fermi alle cose vecchie, non permettiamo alle nuove di nascere. Non sentiamo neppure il bisogno che ci sia al nostro fianco qualcuno che ci offra almeno le carrube. Soli, nella nostra autoreferenzialità”. Solitudine buia e sconfortata. Viviamo in una staticità da brivido.

Ed è la preghiera che dobbiamo continuamente formulare: renderci conto!

Signore, aprimi gli occhi, fa’ che mi renda conto. Mi renda conto che la mia relazione con te è solo apparente, superficiale, parolaia, fatta solo di adempimenti. Fa’ che mi renda conto che mi devo alzare, figlio minore o maggiore che sia, dalla mia ripetitività, dal mio tran-tran, perché l’amore non è mai stancamente ripetitivo. Aiutami a mettermi in cammino sempre, a continuamente superare la tentazione di trovare una sistemazione adeguata dentro uno schema di vita comodo, dentro una esistenza troppo ordinata, senza provocazioni. Signore, fa’ che non trasformi la mia vita consacrata in un oggetto di uso giornaliero, ma che sia, la mia vita, una entusiasmante avventura spirituale, ricca d’amore verso te e verso l’ “altro”.

E’ il mio faticoso esodo “verso i frutti della terra”, verso l’amore, verso l’abbraccio di un Dio che mi aspetta, Padre amorevole, per far festa con me.

Non importa quanto lontani, dove siamo, se a pascolare i porci dopo avere tutto dilapidato, o nei campi al lavoro, l’esodo è per tutti. L’abbraccio del Padre è la nostra terra promessa. E la festa è per tutti e per ciascuno.

d. Ferruccio Cavaggioni

giuseppino del Murialdo

 fcavaggioni@gmail.com