Vivere umanamente è andare crescendo. Maria Zambrano (1904-1991)

fiore4Eravamo un germoglio di vita in un grembo di donna sufficientemente giovane, speranzosa certo, a momenti anche ansiosa… Ora ci troviamo adulti, o anziani con una storia personale, della quale noi – io, tu – siamo davvero gli unici testimoni.

Maria Zambrano, filosofa e saggista spagnola, spinge la nostra riflessione oltre l’età, oltre la crescita fisiologica. La sola riflessione e la sola sollecitudine per la realtà fisiologica, pur necessarie e dovute, non darebbero senso alla nostra vita, alla nostra identità, al nostro ‘destino’ in parte temporaneo e poi eterno.

Siamo una meravigliosa orditura tra anima e corpo, tra spirito e materia, che poi si realizza in capacità intellettiva, potenza volitiva, spinta affettiva. Per questo mentre poniamo tutta la nostra attenzione perché quel grumo cresciuto sia sano, si conservi sano e mantenga tutte le funzioni in stato possibilmente perfetto, così la nostra premura – o meglio – il nostro diletto deve essere quello di andare crescendo anche in quelle potenzialità non visibili e non tangibili che sono la mente, la volontà, l’affettività o cuore. Pertanto, è doveroso assurgere a una profondità di cultura capace di rispondere agli interrogativi vitali del proprio tempo; rendere ferma la propria capacità decisionale così da superare i possibili andirivieni della fragilità umana. Infine rendere solida la spinta affettiva verso i più prossimi del prossimo, ma con sguardi ad ampio raggio. L’amore non ammette recinzioni.

Questo ‘lavorio’ richiede una attenzione non sparpagliata, a saltelli, dispersiva; richiede una metodologia possibilmente perfetta che tenga presente sempre tutto il nostro ‘essere umano’, puntando a una maturità degna di quel mistero che esso stesso è. E’ saggezza, allora, non lasciarsi vivere dalla vita, ma diventare in pienezza protagonisti della propria esistenza nel tempo. Oggi e domani. Stasera e domattina. E dopo domani ancora…

Scriveva Augustin Renaudet: “Sua (dell’uomo) norma essenziale è lo sforzo compiuto dall’individuo per sviluppare in se stesso, grazie a una stretta e metodica disciplina, tutte le capacità umane e per non trascurare nulla di ciò che fa grande l’uomo e lo magnifica”. Gli fa eco Goethe il quale consiglia di “tendere con uno sforzo ininterrotto verso la più alta forma dell’esistenza”.

E si diventa capaci di relazioni umane semplicemente vere, tutte e soltanto improntate a quel rispetto che prima o poi sfocia nell’amore e nella pienezza di un simpatico generoso, sereno, pacifico – e a volte nascosto – mai altero, dono di sé. Il mondo globalizzato e postmoderno di oggi, quasi tecnomediato dai social network, necessita con urgenza di soggetti umani, capaci di relazioni umane autentiche, gentili, calde, veraci, rispettose, cariche di cultura e di passione umana.

Stendhal a Eugène Delacroix suggeriva: “Non trascurate nulla di quanto può rendervi grande”. Diventare grande allora è vivere “in crescendo”, è elevare alla ennesima potenza tutte le proprie capacità, le proprie risorse; è raggiugere le altezze, la densità di vita, proposta dal Creatore alla creatura.

                                                                                  sr Biancarosa Magliano, fsp

                                                                                  biancarosam@tiscali.it