Cuore

cuore1CUORE

Il termine “cuore” è uno dei più usati nella Bibbia ed ha un significato molto ricco al di là del devozionalismo e del sentimentalismo.

“Cuore” in ebraico (e aramaico) leb si trova menzionato circa 860 volte nell’Antico Testamento, mentre kardíá del greco neotestamentario si trova circa 1000 volte nel Nuovo Testamento. Un vocabolo significativo, applicato soprattutto all’ uomo: nell’ Antico Testamento solo 26 volte si parla antropomorficamente del cuore di Dio e nel Nuovo Testamento una sola volta in modo esplicito si presenta quel cuore di Cristo che ha avuto così tanto rilievo nella devozione cristiana popolare; si pensi alla solennità del Cuore di Cristo.

I significati del “cuore” biblico sono vari; per esempio nel libro di Samuele simbolica, si si descrive un infarto (o arresto cardiaco o emorragia cerebrale o apoplessia): «Il cuore gli si tramortì nel petto e diventò come pietra», si dice di un avversario di Davide, Nabal, che dieci giorni dopo muore (1Samuele 25, 37-38) così pure il profeta Geremia per la sua sofferenza interiore sente scoppiare le

pareti del cuore » (4, 19).

Ma il cuore è soprattutto un segno di interiorità

Così infatti si dice nel libro dei Proverbi: «Il cuore intelligente cerca la conoscenza» (15, 14) e «il cuore saggio rende prudenti le labbra» (16, 23). Per questo il salmista prega Dio così: «Insegnaci a contare i nostri giorni e conquisteremo un cuore sapiente » (90, 12).

Salomone, alla vigilia della sua intronizzazione, chiede a Dio «un cuore docile perché sappia rendere giustizia al popolo e sappia distinguere il bene dal male»; «al Signore piacque», commenta l’autore sacro, « che Salomone avesse domandato la saggezza nel governare» (1Re 3, 9-10).. Il cuore è anche la sede della volontà, delle decisioni e dell’etica.

Ancora una volta nel libro dei Proverbi è scritto: «Il cuore dell’uomo determina la sua vita» (16, 9). L’augurio che il salmista rivolge al re ebraico è questo: «Ti conceda (il Signore) quanto anela il tuo cuore e faccia riuscire ogni tuo progetto! »(20, 5).

In negativo c’è «il cuore che trama progetti perversi »(Proverbi 6, 18). E’ in questa luce che nasce la curiosa e frequente immagine del cuore «ingrossato/ ingrassato o indurito» che è la rappresentazione del male e come Gesù dice è dal cuore che «escono le intenzioni cattive: fornicazioni, furti, suicidi, adulteri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza» (Marco 7, 21-22). Al contrario, l’invito a decidere e a scegliere il bene è formulato così: «Tutto ciò che è nel tuo cuore va’ e mettilo in opera!» (2Samuele 7, 3). E il libro del Deuteronomio rafforza: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore e con tutta la tua anima e con tutte le tue forze» (6, 5), frase cara anche a Gesù che la varierà introducendo anche la “mente”: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente» (Matteo 22, 37).

Avere una religione del cuore allora, non significa entrare in una spiritualità sentimentale quanto piuttosto pensare, decidere e operare secondo verità e giustizia.

Questo, però, non esclude che il cuore biblico celi al suo interno anche la dimensione affettiva e passionale. Stupenda è l’immagine di Isaia: «Il cuore freme come fremono gli alberi del bosco, agitati dal vento» (7, 2) e alcune frasi del libro dei Proverbi: «E’ roso dall’ invidia per il successo dei peccatori», (23, 17) «il cuore calmo, vita di il corpo, mentre quello agitato è tarlo per le ossa» (14,30), e che esalta «il cuore allegro che rischiara il volto», «il cuore contento che fa bene al corpo», mentre depreca «il cuore triste che indica uno spirito depresso» (15, 13; 17, 22). E poi il Cantico dei cantici: «Tu mi hai rapito il cuore, sorella mia, sposa, tu mi hai rapito il cuore con un solo tuo sguardo!» (41 9), mentre il giorno delle nozze diventa nel linguaggio semitico «il giorno della gioia del cuore».

Ma secondo la Bibbia, anche Dio ha un cuore che, più o meno, ricalca al positivo le esperienze del cuore umano: « Il volere del Signore rimane in eterno, i pensieri del suo cuore di età in età » (Salmo 33, 11).Prova gli stessi sentimenti e passioni; infatti il profeta Osea descrive Dio come padre pieno di amore «Come potrei abbandonarti Israele …? Il mio cuore si commuove dentro di me, tutte le mie viscere fremono di passione … » (11, 8). E’ per questo che il Signore dichiara a Salomone: « I miei occhi e il mio cuore saranno lì di continuo» nel tempio di Sion, in mezzo all’ umanità (1 Re 9, 3). Nel Nuovo Testamento, Cristo entra in scena con sentimenti di amore e vicinanza nei confronti di chi lo cerca e di tutti coloro che lo circondano.

Ma è solo una volta che si fa esplicitamente menzione del suo cuore (anche nel celebre episodio del costato trafitto dalla lancia del soldato, l’evangelista Giovanni non usa il termine “cuore”). E’ solo Matteo che scrive: « Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo, infatti, è dolce e il mio carico leggero» (11,28-30). Dio – si dice negli Atti degli Apostoli (1, 24 e 15, 8) – è kardiognóstes, cioè “conoscitore dei cuori”, delle coscienze, dell’ intimo più segreto dell’ uomo. Cristo, invece, svela il suo stesso intimo all’umanità e lo rivela segnato dalla mitezza e umiltà, cioè dalla bontà e dalla tenerezza, dalla comprensione e dalla condivisione.