SCUOLA PUBBLICA, STATALE E PARITARIA.

SOLO IL COSTO STANDARD GARANTISCE I DIRITTI DI TUTTI

costo standard1Il costo standard di sostenibilità per alunno è l’unica strada per garantire una scuola senza discriminazioni, superando inutili contrapposizioni tra buone scuole pubbliche statali e buone scuole pubbliche paritarie, di cui molte cattoliche. Anche papa Francesco, nel grande incontro con il mondo della scuola del 2010, ha bypassato ogni discriminazione. Lo ha ribadito anche il segretario della Cei mons. Galantino e lo sostiene persino la ministra Fedeli, di cui è noto il colore politico, quest’ultimo storicamente in odore di pregiudizio..

Si è messo a tema il costo standard il 20 dicembre 2017 al Ministero, giorno di insediamento del gruppo di lavoro appositamente costituito con DM del 21 Novembre 2017. Un passaggio storico senza precedenti, che segna un punto di non ritorno. Con questo tema nessun candidato politico potrà esimersi oltre ogni strumentalizzazione dal fare i conti. Senza alcuna ombra di dubbio il costo standard garantirebbe tutti i diritti secondo quanto recita l’art. 3 della Costituzione: il diritto di apprendere da parte degli studenti senza alcuna discriminazione economica; la responsabilità educativa della famiglia, che può essere esercitata solo in un’effettiva libertà di scelta tra una buona scuola pubblica statale e una buona scuola pubblica paritaria; la libertà d’insegnamento dei docenti – a parità di titolo – in una scuola pubblica statale e in una pubblica paritaria.

A 17 anni dalla legge Berlinguer i tempi sono oggi davvero maturi: si registrano, negli ultimi tempi, passi avanti molto positivi. C’è innanzitutto un testo scientifico di base, il saggio “Il diritto di apprendere, nuove linee di investimento per un sistema integrato”, che fonda la soluzione del costo standard su dati forniti dal Ministero stesso. E con il cordiale incoraggiamento del suo personale amministrativo.

Il concetto, assimilabile al costo standard in Sanità (pago le tasse, ergo mi curo dove voglio, in ente ospedaliero statale o privato convenzionato che sia) sta facendo breccia, perché riesce a intercettare i diritti traditi a 70 anni della Costituzione. L’Italia, da Stato di diritto quale è, non può esimersi dal garantire a) il diritto di apprendere dello studente senza alcuna discriminazione economica; b) il diritto dei genitori di esercitare la propria responsabilità educativa in una piena libertà di scelta che domanda necessariamente un pluralismo formativo, fatto di buone scuole pubbliche statali e buone scuole pubbliche paritarie; c) il diritto degli insegnanti, a parità di titolo e di stipendio, di scegliere se insegnare in una buona scuola pubblica statale o in una buona scuola pubblica paritaria. Un tavolo, quello del 20 dicembre, di studiosi esperti: la scuola ha bisogno delle migliori teste per garantire i diritti; non basta essere un politico per essere esperto….

La Conferenza Episcopale Italiana, – tramite il Consiglio Nazionale della Scuola Cattolica – con il documento “Autonomia, parità e libertà di scelta educativa” del giugno scorso, ha voluto chiarire che il costo standard di sostenibilità è la via maestra per garantire i diritti di alunni, genitori e insegnanti nella scuola. Tutte le altre soluzioni si chiamano leve fiscali, perché in Italia, in un sistema giuridico perfetto, l’unico anello mancante, come dimostrano peraltro tutte le risoluzioni europee e l’ultimo documento del 2014 che invita gli Stati membri a rivedere le linee di finanziamento, è un costo standard di sostenibilità, applicato sia alla scuola statale che alla paritaria. Sarebbe così garantito il diritto di apprendere degli alunni senza discriminazioni, la libertà di scelta della famiglia, la libertà d’insegnamento dei docenti nelle scuole statali e in quelle paritarie.

E’ assolutamente rilevante la task force di politici che singolarmente si stanno esprimendo positivamente in merito e non potranno certamente rimangiarsi questa parola “Aprea e Gelmini sul costo standard: Fedeli ok, il modello è quello della Lombardia” (https://www.tuttoscuola.com/aprea-gelmini-sul-costo-standard-fedeli-ok-modello-quello-della-lombardia/); si guarda alla scuola pubblica tutta come al servizio del diritto di apprendere dello studente senza discriminazioni e della responsabilità educativa in capo alla famiglia in primis, che per essere esercitata domanda una libertà di azione in un pluralismo educativo.

Chi intende perseguire nelle letture di parte e ideologiche dovrà rispondere agli studenti, ai genitori, ai docenti alla Res-Publica di aver tradito il diritto di apprendere confermando l’Italia la più grave eccezione in Europa e al 47 posto al mondo in termini di libertà di scelta educativa, con la conseguenza di perdere un patrimonio culturale enorme. Si è ampiamente dimostrato che il costo standard di sostenibilità non solo garantisce questi diritti, superando ogni discriminazione, ma soprattutto favorisce un sistema scolastico di qualità. A chi rifugge dall’evidenza scientifica, invocando che la scuola statale può ben assorbire tutti gli studenti e i docenti italiani, non solo ci consegna ad una scuola unica e di regime, ma dice il falso, ignorando il grave problema delle classi pollaio. O peggio: gli studenti della scuola statale di Vulcano hanno scioperato per ben 17 giorni prima di Natale invocando il diritto allo studio in una classe decente e non in una pluriclasse affollata…. E’ questo che si desidera?

Occorre abbandonare i personalismi associativi e soprattutto – come ha detto anche mons. Galantino – le associazioni imparino a lavorare e ad andare d’accordo, perché al centro c’è lo studente e il suo diritto da apprendere. Il cuore della faccenda è il diritto di apprendere senza discriminazioni: con il costo standard di sostenibilità è possibile passare dalle parole ai fatti e su questa proposta i programmi dei futuri candidati politici non possono non misurarsi.

Se ogni cittadino impara a denunciare i diritti traditi e a cercare la soluzione da proporre, con la costanza della goccia che scava la roccia e la perfezione di un bisturi telecomandato, allora chi veramente desidera servire la Res-Publica con l’arte nobile della politica si farà strada con proposte serie, risparmiando alla collettività sterili e deprimenti trasmissioni che sollevano le piazze e ci consegnano al populismo.

sr AnnaMonia Alfieri