Apprezzo che voi, bravi e intuitivi, vi buttiate in politica per cambiare la storia. Io ho un solo eventuale talento: so appena chinarmi su quello che conosco come mio fratello. Marcello Candia

candiaE di fratelli ne ebbe tanti. Soprattutto dopo che fece irruzione nella sua vita “una chiamata verso il dolore” Esordiente prima, diventa abilissimo e molto stimato imprenditore nella terra che gli ha dato i natali. Cinquantenne, viene a conoscenza di una realtà che lo strappa dai suoi possibili sogni di grandezza solo tecnica. Laggiù, nel sud del Brasile, in una cittadina situata nella regione della foce del Rio delle Amazzoni, esiste un lebbrosario. Marcello lascia tutto e va dove nessuno andava. Spinto da un amore addolorato, provocato dalla sofferenza più innocente e più immotivata, impone a se stesso un servizio disinteressato che porterà avanti con decenni di promozione umano sociale-spirituale con iniziative appropriate sino alla morte avvenuta bel 1983. Mentre è in corso il processo per la sua causa di canonizzazione, cogliamo alcuni suoi messaggi carichi di saggezza inequivocabile:

  • Il mio ‘segreto’ è alla portata di tutti e poi non è neanche un segreto… l’unica cosa che conta. Prima la preghiera; poi qualsiasi attività apostolica. Questa è la forza fondamentale per l’annunzio della verità e la testimonianza dell’amore.
  • Sarebbe disperante se non avessimo la fede. Tutti, io stesso, abbiamo delle crisi. Le difficoltà vengono superate solamente con l’idea che una vita così ha il suo valore perché il Signore ci ha detto di fare questo e perché lui lo ha fatto.
  • Ho deciso di fare la mia corsa sino alla fine, al servizio di tutti i miei fratelli malati e bisognosi.
  • Più avanzo negli anni e più mi rendo conto che quello che conta non è tanto la riuscita di quello che stiamo facendo, ma la maniera e l’impegno che mettiamo nell’attuarlo.
  • Sono diventato un mendicante per amore… Marcello Candia è un modesto strumento che la Provvidenza ha suscitato per venire incontro a una minima parte delle immense necessità di una popolazione.
  • Ogni singolo ha una responsabilità sociale collettiva, però anche questo non sposta di molto la questione, perché non solleva da quella che è la reale e unica e vera responsabilità, che è individuale.
  • La Chiesa non può risolvere i problemi della promozione umana, dello sviluppo economico e tecnico: non ne ha i mezzi, non ne ha la competenza, non è il suo impegno- Ma la Chiesa dà una testimonianza di carità, di fede, di speranza, di amicizia, di attenzione all’uomo: insomma, illumina lo sviluppo, lo dirige in senso veramente umano.
  • Avevo lavorato in senso organizzativo, avevo pregato e, perché si pregasse di più, ho anche costruito il Carmelo a Macapà, ma adesso il Signore mi ha dato la cosa più alta, mi ha dato la sofferenza.
  • E’ meraviglioso che i più grandi e competenti studiosi di lebbra siano giunti, solo da pochi anni, a quello che il Vangelo ha detto e Gesù ha fatto duemila anni fa. Cioè che il lebbroso è un malato come gli altri e va trattato come qualsiasi altro malato.
  • Soltanto il Vangelo può dare una risposta completa per i mali dell’anima e del corpo, portando a una accettazione della sofferenza e a una partecipazione del mistero del dolore del Cristo.

Ecco l’imprenditore ammirato, il missionario che sente in sé la sofferenza di una intera categoria di ammalati. Ecco l’uomo di Dio a servizio dell’umanità davvero più bisognosa dell’umana ininterrotta comprensione,

Biancarosa Magliano, fsp