Le dieci regole di suor Carità

Le dieci regole di suor Carità

Una guida semplice per vivere bene

RegoleFai del bene a tutti. È la prima di dieci regole di vita buona, ovvero consigli illuminati dal Vangelo, “cose di cui uno non si pente mai”. A scriverle, suor M. Caritas, religiosa paolina da poco scomparsa. A metterle in rete una sua consorella.

In questo semplice decalogo suor M. Caritas, al secolo Angelica Forte, propone comportamenti capaci di migliorare la vita di tutti, facili solo in apparenza. Del resto i grandi successi richiedono sacrifici, no?

Come detto, la prima regola è: fai del bene a tutti. Poi: non parlar male di nessuno; prima di decidere rifletti; non parlare quando sei agitato; aiuta chi è sfortunato; ammetti il tuo errore; sii paziente con tutti; ascolta non per raccontare ad altri; non credere a cose spiacevoli; preparati a morire.

 Semplice? Non credo, chiaro, però certamente sì. Il consiglio è quello di provare con la regola che in apparenza sembra più facile e poi di proseguire con le altre. A spiegare chi era suor M. Caritas (Angelica Forte) è suor Anna Maria Parenzan la superiora generale dell’Istituto Pia Società Figlie di San Paolo, nella lettera con cui annunciava la morte della consorella.

 Nata a Cattolica Eraclea (Agrigento) il 1° gennaio 1931 suor M. Caritas entrò in Congregazione ad Agrigento, il 27 novembre 1954. Visse a Roma, il tempo di noviziato per poi essere inserita da giovane professa nella comunità di Livorno, dove proseguì il servizio bello e faticoso della “propaganda” percorrendo le strade della Toscana, entrando in centinaia di abitazioni con le borse colme di Parola di Dio, di libri di formazione per le diverse fasce di età. Dopo la professione perpetua, emessa nel 1963, si dedicò ancora a questa forma caratteristica di diffusione nelle comunità di Taranto e Bari. Nel 1966, partiva per il Québec, come missionaria: a Montreal e nella filiale di Montreal Workman, svolse l’apostolato diffusivo e quello della cucina. Nel 1981, venne trasferita nel Canada inglese, a Toronto (allora casa dipendente del governo generale), dove si dedicò con piena convinzione, alla missione della libreria.

 Nel 1989, con l’inserimento nella comunità di Toronto nella provincia degli Stati Uniti, svolgendo il proprio servizio prima a Cleveland e poi a Boston e a New Orleans. Nel 1997 il ritorno a Toronto, con una breve parentesi a Saint Louis, quindi nel 2014, una situazione di salute molto precaria a motivo del morbo di Parkinson, ne suggerì il trasferimento a Boston.

 Uno spostamento vissuto con sofferenza dalla religiosa che desiderava restare in Canada ma accettato con coraggio e nella preghiera. Scriveva: offro tutto quello che sto vivendo perché il Cristo sia glorificato e proclamato e ogni Figlia di San Paolo abbia il coraggio di vivere la propria vocazione con sincerità e amore.

Riccardo Maccioni

 (articolo tratto da www.avvenire.it)

 

Suor M. Caritas è morta il 1° febbraio scorso ma la sua eredità spirituale è più che mai viva. Anche grazie a questo semplice decalogo, un sentiero stretto ma percorribile, con vista sulla santità.