La figura di Gesù rivela il volto di un Dio mite…

DIO MITE1Il volume pone alcuni quesiti basilari sulla capacità della teologia di attualizzare la sua validità e la forza comunicativa dei suoi assunti anche per le odierne società.

Il Mistero divino, può compenetrare l’esistenza quotidiana di ciascuno? Soprattutto, può motivarla e rafforzarla? La figura di Gesù rivela il volto di un Dio mite, straordinariamente vicino alla singolarità enfatizzata dal nostro tempo. L’Autore Armando Matteo affida ancora al teologo il ruolo determinante di teorizzare tutti i motivi che individuano nel nostro Dio le ragioni per inoltrarsi in un cammino di fede e per alleviare, per mezzo del messaggio evangelico, le gravosità e i dubbi che affliggono l’oggi post moderno. La teologia non è quindi ridotta a insegnamento settoriale unicamente rivolto a contesti formativi che riguardano i sacerdoti e le consacrate. Deve poter essere liberata di tutto il suo potenziale di risonanza pubblica e deve poter contribuire alla promozione e progressione della cultura; all’individuazione dei principi educativi basilari. Diventa importante saper contestualizzare un’identità forte e specifica di chi esercita l’intelligenza cristiana e della disciplina in sé (teologi e teologia). Questo è probabilmente il nocciolo stesso del discernimento ecclesiastico in grado di mettere in atto un cristianesimo incarnato. L’errore imperdonabile che si è commesso negli ultimi anni ha contribuito a diffondere un’idea di elevazione, ovvero distacco, di tutti i contenuti teologici. Teologia come materia ostica, eccessivamente complessa, autoreferenziale e in parte sfuggevole. Il tomo di teologia come quel grosso volume che incute quasi timore e che rimane impolverato a racchiudere ed esaltare una grandezza lontana, idealizzata, irripetibile! Ma la questione di Dio è sempre una domanda rivolta agli uomini del presente. Abbraccia la dignità e il senso dell’esistenza. I precetti del magistero e l’azione pastorale per essere coinvolgenti e incisivi nell’economia della trasmissione evangelica, devono poter essere supportati e integrati dal lavoro teologico. Va ripristinata una coscienza condivisa, un’apertura sincretica, un lavoro di squadra cooperante e dialogante. La novità del Vangelo è un ponte che approda nell’oggi. Allo stesso modo l’oggi, per mezzo dello stesso ponte, torna al Vangelo con i suoi specifici tratti distintivi e fa in modo che questo possa offrire tutto il nuovo che l’oggi e la società sanno fare emergere; sanno trasmettere per raccontare Gesù, per dissetarsi nella sua Rivelazione. La grande meraviglia della scienza teologica è rendere desiderabile la proposta cristiana di vita, rispettando un passaggio triangolare di perfetto equilibrio. L’evento fondatore, che mai perde la sua originalità di tono e di parola dentro alcuna tradizione storico culturale. L’ascolto attento di ciò che viene chiesto, di ciò che viene auspicato dalla generazione vivente. La messa in contatto efficace che sappia aprire i cuori all’annuncio della fede. Papa Francesco è instancabile nel suo intento di arrivare a una Chiesa nuova. Una Chiesa che partendo dagli input del Concilio Vaticano II reinventi ulteriori ed efficaci strumenti di risposta. L’invito pressante è: essere consapevoli. Non solo. Essere seri e competenti per fare in modo che il Vangelo compenetri la fenomenologia dell’umano. Nel suo procedere dibattimentale l’autore si ispira esplicitamente al suo maestro Elmar Salmann, alle indicazioni epistemologiche dell’illustre studioso tedesco. Tuttavia ne sa individuare alcune idiosincrasie e perplessità e fermamente, nel rispetto del suo insegnamento e delle sue intuizioni, procede oltre. Nella convinzione che ogni epoca non è mai priva di originalità e novità. Spetta al bravo teologo operare la continua connessione che lasci intravedere sempre la bellezza abbagliante del Volto di Cristo.

Romina Baldoni