colomba-pace1

Nella Bibbia il primo riferimento esplicito alla colomba è nella Genesi alla fine del diluvio, quando essa ritorna da Noè che l’aveva inviata sulla terra, portando nel becco un ramoscello d’ulivo, segno che la terra non più invasa dalle acque, ritorna a essere vivibile e a produrre beni (cfr. Gen 8,8-12). La colomba ricorda che Dio ha fatto pace con l’umanità peccatrice. In questo senso la colomba può rappresentare anche l’amore misericordioso di Dio per l’umanità.

Nel Cantico dei Cantici la colomba esprime in maniera intensa l’amore umano, appassionato e fedele e a più riprese definisce la sposa ‘colomba mia’ (1,15; 2,14; 4,1; 5,2; 6,9).

La colomba, che geme, è simbolo della persona oppressa e infelice in cerca di libertà dal dolore: «Timore e spavento mi invadono e lo sgomento mi opprime. Chi mi darà ali come di colomba per volare e trovare ri-poso?» ( Sal 55,6-7). Israele che attende con ansia la salvezza, che tarda a venire, fa udire i suoi gemiti che sono come di colomba: «La Signora è condotta in esilio, le sue ancelle gemono con voce come di colombe, percuotendosi il petto» (Na 2,8; cfr. Is 38,14; 59,11; Sal 74,19). La colomba è pure simbolo di gioia e in que-sta valenza descrive il ritorno degli esuli in patria: «Accorreranno come uccelli dall’Egitto, come colombe dall’Assiria e li farò abitare nelle loro case» (Os 11,11).

La colomba, simbolo proverbiale di semplicità e ingenuità perché si lascia intrappolare dalle reti, per il profeta Osea rappresenta la tribù di Efraim, che come ‘ ingenua colomba, priva d’intelligenza’ (7,11-12) aveva confidato prima nell’Egitto e poi nell’Assiria.

La colomba, animale bianco e puro, è adatto al sacrificio che i fedeli credenti offrivano al Tempio (Lv 1,4; 12.6). Tra le offerte al Tempio costituiva l’offerta dei poveri, soprattutto nei riti di purificazione (Lc 2, 22-24). I Vangeli testimonino l’ira di Gesù che si scaglia contro i venditori di colombe, che facevano commercio di questi uccelli nell’area del Tempio (Mt 21,12; Mc 11,15; Lc 19,45-48; Gv 2,12-25).

Nel Nuovo Testamento il richiamo alla colomba che, in occasione del battesimo al fiume Giordano, scende e si ferma su Gesù ( cfr. Mt 3,16; Mc 1,10; Lc 3,22) indica che con l’inizio della missione di Gesù finisce il naufragio dell’umanità peccatrice e inizia una nuova creazione. Come all’inizio della creazione ‘lo Spirito di Dio alleggiava sulle acque’ facendo sì che dal caos originario venisse la vita così ora si posa su Gesù perché in Lui è iniziato il momento decisivo in cui Dio interviene nella storia dell’umanità per salvarla.

In ebraico il termine «colomba» è Yonah (Giona). Il profeta che porta questo nome può indicare il popolo di Israele, che come colomba ingenua non comprende l’agire di Dio e pensa di potersi nascondersi ai suoi occhi o di percorrere strade diverse, ma allo stesso tempo geme per acquisire lo spirito nuovo, capace di obbedienza al suo Signore.

Gesù nelle sue parabole usa poco questo simbolo, ma raccomanda ai discepoli di essere dinanzi ai loro oppositori, paragonati a lupi, non solo ‘semplici come colombe’, ma anche ‘prudenti come serpenti’ (Mt 10,16).

Filippa Castronovo

da www.paoline.it