Un ‘NOI di MARCA’ in… cammino

Posted by usmionline
mag 16 2014


image_previewChe cosa si crede, che cosa si desidera nel nostro Paese? Il Censis assicura: non si pensa più a “sé”, ora vince il “noi”. Le scintille di speranza che vanno emergendo, fatte di responsabilità e attenzione alla relazione, riusciranno a essere un nuovo motore per il nostro futuro?

Dalla cultura dello ‘scarto’: i caduti fuori
La tentazione più sottile che possa impadronirsi di una società è quella di pensare che vivere rettamente sia inutile, rileva Bruno Forte. In realtà, nel mondo globalizzato, si riscontra ormai da qualche anno il dominio tirannico di una logica economica che esclude e a volte uccide e che ha dato inizio alla cultura dello scarto, in cui gli esclusi (…i senza lavoro, senza prospettive, senza vie d’uscita!) non sono ‘sfruttati’, ma rifiuti, ‘avanzi’ (Evangelii gaudium, 53). Da tale logica deriva quella diffusa sensazione di disgusto, che per tanti diventa tentazione di disimpegno, di qualunquismo e anche di rivolta.

… e una sfida per tutti
In mezzo a tutto questo e a dispetto di ciò che spesso appare nei media, c’è però chi, per ritrovare il senso e la passione del vivere, ha il coraggio di alzare lo sguardo all’orizzonte più ampio ed esigente del bene comune, lo cerca concretamente nei propri giorni e lo vive come il principio fondamentale del proprio agire quotidiano. Scopre così un altro modo di essere uomini e rilancia a tutti la sfida: meno cose e più cuore, perché c’è dell’altro nella vita e vale di più. Lungo le strade – un po’ ignorate oggi e un po’ dimenticate – della tenerezza, della misericordia e dell’abbraccio si può fare esperienza di una povertà che arricchisce.

Nel nostro Paese questo popolo concreto esiste, è in cammino, non fa rumore ed è in crescita! Faticosamente e coraggiosamente coglie intorno a sé i segni del disagio e non li addormenta con la rassegnazione o la pigrizia. Invece si fa ultimo in senso evangelico, per meglio risalire alle cause perverse che generano la sofferenza nell’uomo e combatterle. Guarda con gli occhi degli ‘scartati’ la direzione per un cambiamento che restauri la giustizia. Il coraggio, che è in tanti, di scegliere – e di scegliere con coscienza e onestamente – tiene in piedi l’Italia e garantisce nonostante tutto la necessaria coesione sociale.

Costruttori di una cultura dell’incontro
fondiSono singoli disposti a pagare di persona il prezzo di ogni promozione umana; sono giovani e non, che alimentano le loro piccole speranze in quella inesauribile riserva di speranza che è il Vangelo. Soprattutto sono gruppi familiari che si aiutano e si sostengono nella gestione concreta della vita quotidiana. “Reti” di famiglie, che si aprono all’avventura di rompere il guscio dei propri ‘nidi’. E lo fanno come la cosa più naturale, scoprendo la propria ‘terra’ alle radici, e insieme il reale contesto umano che la abita, le potenzialità insite in esso. Scegliendo l’essenziale, fanno del territorio che abitano il luogo dove impegnarsi a costruire relazioni di reciprocità, di condivisione e crescita comune. In fondo questa è la ‘misericordia’ in chiave familiare, che porta a vivere la santa inquietudine dell’amore e rende anche ‘audaci e pericolosi’, come chiede Papa Francesco.

Così oggi, mentre le relazioni fondamentali sembrano indebolirsi fino a sfinirsi e diventare impossibili, si mette a punto una innovativa cultura dell’incontro e un nuovo modo di essere famiglia. Una “vocazione” che, in famiglia, è anche formazione. In tale cornice anche la differenza tra generazioni non è più scontro fra opposti, ma positivo scambio di doni. A guardare loro non sembra proprio che l’istituzione familiare sia in crisi. In realtà esiste una diffusa disponibilità fra le persone a uscire dalla idolatria di se stessi e da quella della ricchezza, per prendersi cura degli altri. Ma questo sentimento reale e autentico, che fa crescere la cultura dell’attenzione e dell’incontro con gli altri, spesso resta inespresso e non si traduce in scelte concrete di solidarietà solo per pigrizia, pregiudizi, paure ingiustificate.

La rivoluzione del grembiule e i consacrati …
cropped-feet2 “Vita povera e per i poveri”: questa la sfida proposta dal Papa alle persone che nella logica del Vangelo hanno incontrato Gesù, a Lui hanno consacrato la propria vita e dietro a Lui cercano ogni giorno di farsi ultimi, in un cammino che, partendo dai poveri, va verso tutti per essere “casa” per ognuno. Senza escludere nessuno. Con gli occhi puntati sul Maestro e Signore, con la forza del silenzio e delle soste prolungate davanti al Tabernacolo, riescono ad indossare quel grembiule che salva il mondo perché introduce alla condivisione e alla comunione. Ma quanti oggi riusciranno ad ascoltare la voce di questo silenzio? Quali politici raccoglieranno il messaggio a vantaggio di tutti senza lasciare libero campo al potente di turno e ai propri interessi a scapito di quelli dei più?

Entrare nel sogno di Dio
strada-balsamoDio cerca nell’uomo qualcosa che gli assomigli. Per non costruire sul nulla perciò è indispensabile per tutti edificare la ‘casa’ delle proprie relazioni (il ‘Noi marcato Dio’ appunto!) sull’Amore che non muore, quello che certamente non si vanta dei propri meriti pensando con essi di giustificarsi, né si immerge indaffarato nelle tante cose da fare dimenticandosi dell’essenziale. Un NOI che è il regno dei cieli di cui parla Gesù, o, in altri termini, il mondo come il Padre lo sogna, dove nessun uomo è solo e dove ognuno – ostinato e creativo nell’amore – cerca e serve il ‘mondo’ per trovare Lui nell’umiltà della fede. Non è facile entrare nel Regno (cfr Mt 19, 23…) perché non è facile essere casa, dove si condividono verità e gioia (…segni sicuri dello stile di vita richiesto dal Regno!); dove il ‘bene comune’ assume il suo vero significato, che è servire la crescita di tutta la persona in ogni persona, mettendo al centro la dignità di ognuno, qualunque sia la sua storia, il colore della sua pelle, la sua cultura, il suo carattere.

Eppure uno sguardo capace di spingersi lontano e in alto, e il lasciarsi incontrare, trasformare e risvegliare da Gesù nell’inquietudine della propria ricerca sono la porta più sicura verso il mistero nascosto della vita e il sogno di Dio sull’uomo. Nell’esperienza della vita fraterna si consolida la gioia. Ed è per tutti nuova speranza.

Luciagnese Cedrone
usmionline@usminazionale.it

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