15 MAGGIO: GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA FAMIGLIA

Posted by usmionline
mag 12 2011

Sembra che della famiglia si prenda coscienza solo quando la sua situazione comincia a farsi problematica. Nel nostro Occidente da anni si parla di: “crescita zero”, fuga dal matrimonio, riduzione delle celebrazioni nuziali, aumento del numero e crescente precocità delle crisi coniugali, famiglie “allargate”… Non stupisce, allora, che le Nazioni Unite nel 1993 abbiano deciso di proclamare il 15 maggio di ogni anno la Giornata Mondiale della Famiglia.

Festa della Famiglia: un’occasione

La decisione riflette l’importanza che la comunità internazionale attribuisce alla famiglia, mentre offre al mondo l’opportunità:

-         che governi, organizzazioni non governative, scuole, singoli individui, le tante Religiose da sempre impegnate nell’ambito della famiglia, tutti ci impegniamo a celebrare con autenticità tale ricorrenza per promuovere una migliore comprensione delle funzioni, delle risorse, dei problemi e dei bisogni legati alla famiglia;

-         che i Paesi dimostrino quale concreto sostegno sono capaci di dare alle famiglie;

-         che nelle diverse iniziative messe in atto ognuno possa trovare un aiuto per rimeditare il proprio ruolo nei confronti dei giovani e nella Chiesa realizziamo insieme una pastorale della famiglia che non sia più solo per la famiglia, ma con la famiglia.

La famiglia è realtà che tutti gli Stati devono tenere nella massima considerazione, perché, come amava ripetere Giovanni Paolo II, l’avvenire dell’umanità passa attraverso la famiglia. La politica insomma è chiamata a creare condizioni-base favorevoli nei suoi confronti, in tutti i settori della vita; a sostenere le coppie nelle loro scelte a favore dei figli; ad affrontare concretamente quegli aspetti che ne limitano fortemente le potenzialità: la carenza di abitazioni e il loro costo elevato; una politica fiscale poco favorevole e la precarietà nel lavoro; la mancanza di aiuti alle famiglie numerose…

La Famiglia: scuola dell’amore e microcosmo della comunità globale

La famiglia fondata sul matrimonio è cellula vitale e pilastro della società e, in quanto “patrimonio dell’umanità”, interessa credenti e non credenti. Essa è il luogo delle emozioni e dei sentimenti personali che ci accomunano tutti perché sono radicati nell’universalità del bisogno di amare, di essere amati e riconosciuti. Questo senza che la propria esistenza al suo interno si svolga come un idillio, ma sia vissuta dentro una famiglia che conosce difficoltà e dolore; che è fatta di fragilità; che non è perfetta, né tanto meno un esempio di romanticismo poetico.

La famiglia permette di sperimentare nuove dimensioni della propria umanità e per questo diventa punto di riferimento nella vita. Diventa cioè per i singoli la forza per vivere dentro il mondo e anche di andare per il mondo, perché non toglie la libertà di agire da singolo, ma dà anzi la forza di farlo. Come prima struttura sociale è il luogo in cui si impara a conciliare diritti e doveri, libertà propria e rispetto dell’altro. E’ il luogo naturale per il dialogo e per il confronto, per partecipare e condividere gioie, problemi e interessi personali. Si può dire perciò che il bene della società, il suo nucleo vitale, è strettamente legato alle sorti della famiglia-microcosmo sociale vero e proprio.

Le ferite della Famiglia oggi

 

Per aiutare questa famiglia è necessario capire come si presenta oggi: chi sono i nuovi padri, le nuove madri, i nuovi figli; su quali modelli costruiscono la felicità, l’educazione, il benessere; su quali errori si sviluppa il disagio.

Se i problemi della famiglia oggi sono tanti, il massimo sembra essere rappresentato da genitori che hanno disimparato a essere presenti e autorevoli nella vita dei loro figli, impegnati spesso a realizzare se stessi più che a vivere responsabilmente il loro ruolo. Soprattutto la figura del padre appare così sbiadita e periferica che spesso non costituisce più punto di riferimento. I giovani genitori -spesso immaturi- o sono troppo esigenti e autoritari; o poco esigenti e accomodanti, per cui trasferiscono le proprie rimozioni e inibizioni ai figli, causando in essi involontariamente vari disturbi del carattere e a volte angoscia permanente.

Se invece un figlio nell’infanzia o nell’adolescenza è fatto passare  attraverso piccole prove graduali, allora nella vita sarà forte e potrà essere d’aiuto anche ad altri.

La forza della famiglia in tutti i tempi

Pur con i suoi cambiamenti la famiglia ‘resiste’ al tempo perché per natura è un legame che non serve a fare denaro o a ottenere successo. Serve invece a vivere e a dare alla vita un senso. Abbiamo bisogno infatti degli altri per essere noi stessi. Stando con gli altri mi percepirò più precisamente per quello che sono e non solo per quello che le mie potenzialità sono in grado di fare. Forse riuscirò anche a percepire la forza che è nella debolezza e acquisirò il coraggio della mia insufficienza e temerò l’onnipotenza dell’uomo e non i suoi limiti.

Sogno di vita in comunione

La sfida è coltivarci come persone comunitarie, coltivare sogni di comunione; nei piccoli e grandi spazi della vita fare casa, fare spazio intorno a noi e non stancarsi di tessere e ritessere relazioni. Per questo occorre fermare la corsa della propria vita e interrogarsi sul perché di quella velocità che a volte non lascia respirare e impedisce anche di pensare. Il tempo che fugge non permette più di perdere tempo. E scegliere diventa una necessità. Si può sempre ripartire, oltrepassare la soglia del non detto, del non fatto, del fatto male… Ma tenendo presente nel cuore che la base stessa della libertà è sempre la consapevolezza di un limite. In compagnia di Dio e attingendo alla forza della Sua paternità nessuno può pensare di essere solo nella fatica o vinto dalla pochezza delle proprie forze. Si può davvero così accogliere dal cuore del Padre anche la misericordia verso se stessi e i propri fallimenti. E ripartire ogni giorno da questa luce.

Luciagnese Cedrone
usmionline@usminazionale.it

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