Stupidità da denaro

Posted by usmionline
giu 10 2011

Malattia diffusa

C’è chi nel proprio quotidiano riesce a vedere, pensare e sognare soltanto denaro. E forse senza nemmeno esserne consapevole.

“Credo che dobbiamo tornare a imparare che i soldi vanno sudati e che non ci sono guadagni facili”. E’ il commento di Cesare Prandelli -ct azzurro- al nuovo scandalo legato alle partite di calcio truccate per incassare le vincite delle scommesse. Un’altra brutta pagina che fa male. Lo scandalo si va allargando alla serie A e su di esso comincia a stendersi anche l’ombra della criminalità organizzata, l’unica che può permettersi di movimentare certe cifre. Così s’intacca di nuovo la speranza di un mondo che -sempre secondo Prandelli- “è pulito, immune da trucchi e inganni, fatto per il 99,99% di entusiasmo e di valori”. Poi, dice “c’è una percentuale minima di stupidi che non fa testo”.

Ma si tratta davvero, nel nostro mondo, di una percentuale minima di stupidità da denaro?

‘Fame’ di bellezza e di bontà che non si estingue

Infiniti sono gli scandali che si rincorrono nel nostro mondo ogni giorno: milioni di «ca­se fantasma» – immobili mai de­nunciati al catasto e al fisco; continue raccomandazioni fra potenti; tangenti regolarmente accettate da troppi come ‘donazioni’. O più comunemente: pagare in nero per evadere l’Iva… fino ad arrivare ad attribuire un valore in denaro alle persone e a parte del loro corpo!

Persino nei discorsi quotidiani, quando pure si affrontano temi diversi, chissà perché si arriva sempre a chiedersi di ogni cosa: quanto costa? Come se in base al prezzo si potesse decidere della bontà e della bellezza di un oggetto. Questa stupidità da denaro, certamente facilitata dalla cultura dominante, oggi sembra essersi affermata come regola che investe l’intera società occidentale. Non è più uno spettacolo inatteso e, se nella sua radice etimologica stupiditas significa stupore, di fronte agli odierni e così diffusi scandali, anche solo meravigliarsi è diventato impossibile.

Doppia morale

Certo è che se ci si abitua al male, questo finisce per non sembrare più male, ma semplice opportunità. Così viene considerato immorale solo il comportamento di chi imbroglia e poi si fa scoprire. È questo che scandalizza. Come se la colpa non stesse nell’azione, ma nel come è stata compiuta. Come se per sentirsi onesti bastasse frequentare persone più disoneste di noi. Il fatto è che, se nella vita sana e normale certamente è meglio essere che sembrare, nella stupidità è meglio sembrare che essere.

Forse tutti, nel nostro quotidiano, conosciamo persone che sembrano vivere per spendere, accumulare e poi mostrare quello che possiedono… Ma una vita che ‘vede, pensa e sogna soltanto denaro’ si fa banale, noiosa e perfino asfissiante. E se non è il denaro in sé a provocare la stupidità, è però l’interesse che il denaro accende nel cuore, insieme al modo in cui lo si consuma, che porta la persona a togliere importanza a tutto il resto.

Apparente sicurezza e vite ridotte in cocci

Lo ‘stupido’ non pensa mai di essere tale. Guarda unicamente al risultato, agisce, non pensa. Cammina come se la vita e i giorni fossero solo un fare e mai un pensare. Così non ha dubbi e mai ha paura di sbagliare. Generalmente ripete inconsciamente i propri errori, appare incapace di correggerli, di darsi delle regole. Sembra, perciò, non essere in grado di scegliere la strada da imboccare.

La società del denaro, chiusa com’è nella sua apparente sicurezza, non è in condizione purtroppo di cogliere la bellezza del mondo e neanche il suo affanno. Sulle sue strade non è difficile perciò incontrare persone ridotte a un salvadanaio, che troppo facilmente può essere rotto lasciando in giro solo cocci.

Se il cielo prende dimora fra noi

Sentiamo tutti nel profondo di noi stessi che nella vita contano solo i rapporti fatti di amore e di comprensione. Il che significa riconoscere in sé la chiamata ad andare oltre se stessi per essere presenti per gli altri e aver bisogno di loro…

Ma quali possibilità ha la luce dell’amore di squarciare l’oscurità dei nostri tempi?

È possibile assumere la propria vita concreta e reale così com’è e impegnarsi a costruire relazioni che siano di volta in volta sempre più significative?

Amare anche i malati del denaro, sia quelli da privazione, sia gli obesi della ricchezza e dello spreco?

È certo che questo amore non arriverà a noi sotto forma di ‘oggetto smarrito’. Amare infatti è il frutto di uno sforzo lungo e costante, rischioso e sempre soggetto a battute d’arresto. Richiede anni di una crescita poco spettacolare, fatta di cure attente e costanti, intense e a volte sfibranti.

Ma la vita certamente è più semplice di quello che pensiamo e anche più breve. Vale la pena impegnarvisi a fondo e senza aspettare domani per cominciare. È comunque straordinariamente bello camminare nell’oggi con gli occhi bene aperti e con il cuore spalancato alla speranza e all’amore.

Luciagnese Cedrone
usmionline@usminazionale.it

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